(che bello sto scrivendo attraversando pianure imbiancate.. grazie linguaggio, grazie tecnologia, grazie treni, grazie neve)
ieri sera siamo riusciti a fare un salto al concerto per la festa della Toscana, non so precisamente in che termini coordinato da Piero Pelù e orientato contro la pena di morte. Nonostante la pioggia il palasport era gremito.
Piero è riuscito a coinvolgere una dozzina di artisti (da Jovanotti a Irene Grandi a Pau Negrita ) e ho riconosciuto molti musicisti ad accompagnarli.
Nel salutare Saturnino, Riccardo e Lorenzo, che hanno fatto una bellissima esibizione, riporto alcuni discorsi che ho carpito tra un pezzo e l’altro che mi sono sembrate particolarmente efficaci:
“chi è buono non può uccidere”
“ringraziamo chi 200 anni fa ha trasformato ha abolito la pena di morte in Italia”
“la pena di morte non è degna di un essere umano sviluppato”
“oggi qui in Italia la pena di morte non esiste, in teoria neanche la tortura (anche se in Iraq siamo partecipi di una coalizione che la supporta).. faccio un appello alla regione Toscana, che tiene notevoli relazioni commerciali con tanti paesi dove invece la pena di morte e la violenza sono ben radicate: nell’occuparci di tessere nuovi contratti, facciamo in modo di mettere in chiaro la nostra posizione sulle questioni etiche e sociali”
“oggi i giovani hanno un enorme potere.. hanno anzi IL potere di cambiare le cose.. già la generazione precedente questa possibilità non ce lo aveva.”
dal Dizionario del Nuovo Umanesimo: “Riguardo al fatto che la giustizia come sistema di istituzioni statali ricorra spesso all’uso di metodi violenti, il Nuovo Umanesimo è in dissenso rispetto a varie norme e alle decisioni relative prese dalle istituzioni. Per esempio, gli umanisti condannano la pena capitale e ne esigono l’abolizione. Nei conflitti sociali ed etnici gli umanisti esprimono solidarietà alle vittime dell’oppressione di ogni genere e agiscono a favore della libertà di coscienza.“
il solito ignoto (con amichetti e noi silenziosi compartecipi) colpisce senza tregua!
ci si può credere o no. ci si vorrebbe credere o no.
mi hanno riferito una domanda interessante posta durante il programma Voyager, ieri sera:

Ecco uno dei temi dalla nostra riunione settimanale di mercoledì scorso:
nel 1993 Silo, lo pseudonimo dell’argentino Mario Rodriguez Cobos, ha pubblicato quello che potremmo chiamare il “manifesto” del Movimento Umanista. un documento che definisce in modo semplice ma preciso le basi e la missione di questo progetto mondiale di umanizzazione della terra.



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