Tutti i giorni veniamo bombardati da immagini apparentemente “neutre” ed oggettive, ma che in realtà hanno sempre l’obiettivo di mostrarci le cose da un preciso punto di vista. La pubblicità lo fa in modo esplicito, con lo scopo di rendere desiderabile e quindi vendere un prodotto. In altri casi (giornali, televisione, film ecc) l’operazione è meno evidente e quindi più pericolosa: presentare ad esempio gli immigrati come sporchi e cattivi significa scegliere un punto di vista preciso spacciandolo per la realtà.
Ecco un semplice esercizio pratico, da fare necessariamente in compagnia, per capire meglio di cosa stiamo parlando:
Prendiamo uno o più oggetti di uso comune (tutto quello che c’è sul tavolo può andare bene). Ognuno sceglie il punto di vista secondo cui descriverlo (pratico, estetico, storico, geometrico, quello di chi l’ha creato e di chi lo deve vendere ecc) e lo scrive. Quindi si leggono le varie descrizioni.
(Interscambio e considerazioni)
A questo punto risulta evidente che utilizzando punti di vista diversi lo stesso oggetto cambia. Inoltre, due persone che impiegano lo stesso punto di vista potrebbero comunque descrivere l’oggetto in modo diverso, a seconda della relazione che hanno con esso e della loro esperienza.
È dunque chiaro che la realtà non è qualcosa di assoluto e oggettivo, ma dipende dal punto di vista con cui la si guarda. Questo a sua volta è collegato a un interesse preciso, ma non necessariamente esplicito, che di volta in volta è interessante riconoscere.
Per “allenarci” in questa pratica possiamo leggere il giornale o guardare la televisione cercando di scoprire che punto di vista si sta utilizzando nel dare una notizia e a che scopo.
Nel Movimento Umanista diamo molta importanza allo studio dei punti di vista. Addirittura si organizzano seminari e incontri per comprenderli. Alla base di ogni nostro corso di giornalismo si trattano questi temi.
Come altrimenti poter coerentemente aspirare ad un nuovo mondo?
bene. ora che la tua curiosità osi approfondire!



Cio’ che dici e’ vero ma secondo me esiste, o deve esistere, un punto di vista che sia oggettivo, e che debba mediare tra i vari aspetti soggettivi per eliminare le incongruenze.
Mi spiego: come possiamo conciliare due posizioni opposte se non possiamo avere una posizione vera, magari intermedia, non opinabile?
Una caffettiera resta una caffettiera anche se qualcuno la usa come vaso di fiori.
O sbaglio?
Mmm… credo di non essermi spiegato.
Devo approfondire meglio
Ciao.
quello che intendi è assolutamente ragionevole e auspicabile!
in molte tradizioni il punto di vista OGGETTIVO è una meta, uno “stato” a cui tendere, a cui aspirare. qualcuno dice che è impossibile raggiungerlo, perché ognuno metterà sempre qualcosa “di suo”, ma certamente si può uscire da una visione parziale delle cose con:
- aumentando la propria attenzione
- tenendo in considerazione la diversità degli altri
- rilassando le proprie tensioni e compulsioni
- aumentando la propria lucidità mentale
- approfondendo bene se stessi (i propri interessi, il proprio paesaggio di formazione..)
- studiando l’oggetto in questione nel suo processo storico, in relazione con il suo intorno, nella sua composizione
e alla fine: nel non cercare di imporre il proprio punto di vista agli altri..
perché se uno vede una caffettiera e la considera un vaso per i fiori.. amen!