Referendum sulla Costituzione Italiana del 25 giugno: PERICOLO!

se ne è parlato un poco a novembre, e poi silenzio… ma sta arrivando il giorno politico più importante della storia italiana degli ultimi 50 anni (altro che elezioni di quell’uno o quell’altro): il Referendum Costituzionale del 25/26 giugno 2006.

Innanzitutto: E’ IMPORTANTISSIMO ANDARVI A VOTARE E VOTARE NO, NON VOGLIAMO CAMBIARLA.

Le proposte di modifica alla Costituzione (che se vuoi puoi scaricare qui in PDF: Costituzione Italiana) che ha proposto la Casa delle Libertà, se approvate, riapriranno le porte al fascismo e porterebbero l’Italia al solito primato mondiale in quanto a “casi emblematici” di assurdità… passando dall’avere una delle Costituzioni più belle del pianeta, ad una delle peggiori.

dato che non se ne sta (ancora) parlando, e il tema è gravissimo.. per informare bene la gente non basteranno due settimane di spot pubblicitari.. anche perché sono stati i soliti furbetti e hanno messo la data del Referendum DOPO la chiusura delle scuole ed durante il primo fine settimana estivo. E’ bene che tutti siano consapevoli del rischio che corriamo e che si connettano un attimo che viviamo tutti insieme e il nostro futuro è davvero nelle nostre mani.

Il Movimento Umanista partecipa attivamente alla campagna di informazione e di promozione per il NO a questo Referendum Costituzionale.
Comincio qui con qualche primo dettaglio:

La legge di riforma della Costituzione ed il referendum confermativo
UNA DEVOLUTION CHE ACCENTRA I POTERI
La nuova riforma ha un’anima autoritaria: occorre fermarla votando NO!

Nel novembre del 2005 il Parlamento Italiano ha approvato una legge di revisione della Costituzione che ne modifica in maniera radicale la Parte II, ossia quella che riguarda le competenze e le divisioni dei poteri tra i vari organi dello Stato. Occorre ricordare che una legge di revisione costituzionale, per essere approvata definitivamente, deve essere votata due volte da entrambi i rami del Parlamento (Camera e Senato) con una maggioranza qualificata di almeno due terzi degli aventi diritto. La legge votata a novembre, fortemente voluta in maniera unilaterale dall’allora maggioranza di centro-destra, è stata approvata invece da una maggioranza semplice (50% più uno degli aventi diritto). In questi casi è previsto che, qualora i soggetti preposti ne facciano richiesta, l’approvazione della legge di revisione costituzionale venga sottoposta a referendum confermativo.
Costituitosi un Coordinamento nazionale per la difesa della Costituzione, e raccolte quasi 800.000 firme (rispetto alle 500.000 richieste), è stato dunque possibile indire un referendum, che avrà luogo nel prossimo mese di giugno 2006, e dal cui esito dipenderà o meno l’approvazione della suddetta riforma costituzionale. Vediamo di seguito in cosa consiste quest’ultima e perché abbiamo deciso di schierarci contro la sua approvazione.
La nuova legge di revisione costituzionale è stata approvata il 20 ottobre alla Camera e il 16 novembre al Senato, ed è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale N° 269 del 18 novembre 2005. Le modifiche rispetto al testo precedente riguardano: Camera, Senato, Presidenza della Repubblica, Governo, Magistratura, Regioni, Province, Comuni, Corte Costituzionale.
Punti fondamentali della riforma sono la Devolution (voluta dalla Lega Nord) e il premierato forte (voluto da Forza Italia e da Alleanza Nazionale), attuati con una combinazione abbastanza incoerente e disarmonica.
Col termine devolution si intende la devoluzione di una serie di poteri dallo Stato verso gli enti locali, e l’istituzione di un Senato federale della Repubblica, fortemente legato alle Regioni.
Nella riforma, tuttavia, non vi è traccia di un reale decentramento, anzi, molte delle competenze regionali ritornerebbero allo Stato centrale che, in nome dell’“interesse nazionale”, potrebbe annullare gli atti degli enti locali e le leggi emanate dalle Regioni stesse.
Inoltre, per come è concepita, la riforma genererà conflitti di competenze tra Stato e Regioni, tra Camera e Senato, e provocherà una disparità nei servizi pubblici a seconda delle aree del paese. Una finta devoluzione, insomma, che non assomiglianza per niente ai veri federalismi europei ed americani.
Ma l’aspetto più preoccupante e pericoloso della riforma costituzionale è l’accentramento dei poteri nelle mani del Primo Ministro, nuovo nome che andrebbe ad assumere il Presidente del Consiglio. Tutte le altre istituzioni dello Stato verrebbero indebolite e private della loro capacità di contrappeso di poteri, cardine sul quale si basa l’attuale ordinamento.
Al Primo Ministro, eletto direttamente dal popolo, spetterebbe il compito di nominare e revocare i ministri a proprio piacimento, di sciogliere le Camere, di forzare gli iter legislativi qualora ritenesse di modificare una legge per attuare il proprio programma; non potrebbe, inoltre, essere sfiduciato dalle Camere, pena lo scioglimento delle stesse.
Il presidente della Repubblica sarebbe ridotto ad una figura di pura rappresentanza. Il Parlamento, o meglio la sola Camera dei deputati, verrebbe trasformata nello spettatore dell’attività del governo. La Corte Costituzionale, infine, vedrebbe diminuita la propria autonomia ed indipendenza a causa dell’aumento del numero dei membri di nomina politica.
Saremmo, dunque, in presenza di un pastrocchio tra il modello federale tedesco e il premierato inglese. Modelli che in quei paesi funzionano, ma che risultano artificiosi se calati sulla situazione dell’Italia, dove esistono una storia e una tradizione politica profondamente diverse dalla Germania e, soprattutto, dal Regno Unito.
La Costituzione italiana non è esente da pecche e da difetti, non è perfetta, ed anche noi umanisti in linea di principio siamo favorevoli ad una sua possibile revisione. Ma notiamo che in questa occasione, anziché avanzare nella direzione del decentramento del potere e della democrazia reale partecipativa, siamo in presenza del tentativo di cancellare la già scarsa democrazia, limitata e formale, di cui godiamo oggi. A questo proposito la riforma prevede anche, è bene sottolinearlo, la cancellazione dalla Costituzione della possibilità di proporre leggi di iniziativa popolare. Nel nuovo testo si afferma che la legge può prevederla, ma in ogni caso essa smette di essere un diritto costituzionale.
Per questo chiediamo di impedire questo slittamento in senso autoritario delle nostre istituzioni dicendo NO a questa riforma costituzionale e, non fermandoci qui, continuiamo ad agire nella direzione di costruire spazi di aggregazione al fine di creare una democrazia partecipativa, in cui i cittadini siano autenticamente coinvolti nella gestione della cosa comune e nelle scelte che li riguardano.
Al referendum per l’approvazione della riforma della costituzione votiamo e facciamo votare NO, perché vogliamo avanzare dalla democrazia formale verso la democrazia reale e non, al contrario, retrocedere verso l’autoritarismo!

22 Responses to “Referendum sulla Costituzione Italiana del 25 giugno: PERICOLO!”


  1. 1 federalistaconvinto

    voi di sinistra siete strani,non usate bene la testa vi limitate a dire si o no senza prima ragionare sull’argomento da discutere. per questo vi invito a leggere (forse per voi la prima volta)un riassunto sulla riforma della costituzione e forse poi voterete si perchè non si tratta di destra o sinistra ma di aggiustare le cose! http://digilander.libero.it/FEDERALISTACONVINTO/index.htm Referendum devoluzione 25-26 giugno IL DECALOGO DELLA RIFORMA COSTITUZIONALE I Viene ridotto il numero dei parlamentari: da 950 a 773, con significativo risparmio per le finanze pubbliche. II Saranno i cittadini, e non più i palazzi della politica, a scegliere maggioranza parlamentare, coalizione di governo e primo Ministro: è il premierato. III Non più due Camere identiche, l’una doppione dell’altra. Ora il Senato sarà federale ed avrà una sua funzione specifica: rappresentare le esigenze delle Regioni. La Camera si occuperà di quelle dello Stato. IV Semplificato il procedimento legislativo. Non più lunghi e ripetuti passaggi di testi fra le due Camere, ma ciascuna Camera approverà le leggi nelle materie di propria competenza. Il risultato sarà la riduzione dei tempi e dei costi per le casse pubbliche. V La legge dovrà stabilire limiti al cumulo delle indennità parlamentari con altre entrate. VI I regolamenti parlamentari dovranno tutelare i diritti delle opposizioni: ora questo non è previsto. VII L’ordinamento evolve in senso federale, come sta avvenendo in molti Stati moderni: viene riequilibrato il riparto delle competenze tra Stato e Regioni per garantire migliori servizi ai cittadini, senza compromettere l’unità del Paese. Alle Regioni vengono devolute particolari funzioni in materia di istruzione, sanità e polizia locale. Tutte avranno le stesse opportunità, senza penalizzazioni per alcune aree rispetto ad altre e senza la differenziazione tra le Regioni, prevista dalla riforma del 2001. Si avrà quindi un federalismo equo, solidale ed equilibrato. VIII Tutte le leggi regionali dovranno rispettare il criterio dell’interesse nazionale, non più previsto a seguito della riforma del 2001. IX Sulle modifiche alla Costituzione sarà sempre possibile chiamare i cittadini ad esprimersi, mentre ora ciò non avviene se tali modifiche sono state approvate dalle Camere con la maggioranza dei due terzi. X Aumentano le garanzie per i comuni e le province, gli enti più vicini ai cittadini: potranno ricorrere alla Corte costituzionale in caso di lesione delle proprie competenze.

  2. 2 Marco

    Be alla fine penso proprio che si dovrebbero spendere meno soldi per le spese dei parlamentari, ma non come valore assoluto, ma come spesa per singolo nostro rappresentante e soprattutto spendere il risparmiato per istruirci a votate persone che ci rappresentino e non rappresentino solo i loro interessi !!

  3. 3 cecio

    ringraziando chi dà del superficiale e ignorante a chi semplicemente non condivide il proprio punto di vista, posso dire che:

    1) la costituzione ce la siamo letta per bene
    2) le proposte di modifica anche
    3) ovvio che pagare un deputato 10.000 euro al mese e regalargli TUTTO e poi mandarli in pensione a vita dopo una sola legislatura sia qualcosa di aberrante per una “democrazia”.
    Chissà perché è venuto in mente di ridurre i parlamentari, anzichè abbassargli drasticamente lo stipendio
    4) il Movimento è per l’elezione diretta dei propri rappresentanti. il problema è quanto potere poi vai a dare loro…
    5) la riforma federalista proposta dalla Lega viene dipinta come “federalismo moderno” in realtà è la mascheratura di un sistema feudale.
    Un vero programma di federalismo esiste da decenni (vedi il Partito Umanista) e ha poco a che vedere con quello che propongono loro.
    6) qui in nome del pragmatiscmo e dell’efficienza fra un po’ si immolano le proprie madri.. se è questo il mondo che vogliono, credo sia mio/nostro diritto esprimere un coerente punto di vista!

    ovviamente i “federalisti convinti” non vorranno ascoltare ragioni… e magari se la ridono di un comma della riforma che toglie dalla Costituzione la possibilità di leggi di iniziativa popolare…

  4. 4 ilfreddo

    Caro cecio,

    sono di destra convinto, ma allo stesso tempo sono un anti-federalista più che convinto e per questo ho messo in piedi, su Splinder. un blog contro la Devolution, che invita a riflettere la pericolosità di questo provvedimento.

    Lascia stare i Leghisti, non è di loro che abbiamo paura, poveri idioti, ma è della natura servilista di alcuni partiti della CdL, come An e Udc, e della parte meridionale di Forza Italia.

    Vieni a trovarmi, abbiamo bisogno di gente competente, che possa dare luce a questa Boiata unica.

    Ti aspetto

    il Freddo

  5. 5 Ermetica

    ….la cosa più grave e che non mi sembra di aver letto in questa sede, magari per distrazione, è che i referendum confermativi non necessitino di un quorum, quindi se andrà a votare anche solo umberto bossi (volutamente minuscolo) la legge verrà approvata, altro che i 2/3 del parlamento e la democrazia!!

  6. 6 sivotasi

    che è meglio

  7. 7 dellapoliticadelno

    ne ho piene le tasche… e no la tav e no al ponte e no ai cantieri e no alla finanziaria (si alla manovra bis però) e no ai rigassificatori e no al nucleare e no al progresso e no agli autonomi e no alla riforma della scuola e no-global … e no basta ! andatevene a cuba …. e non se ne può più… votiamo si na volta benedetta!!! che riduciamo na volta per tutte pure il numero dei politici e rendiamo tutto più specializzato….e non facciamo malainformazione… è chiaro che ” in nome dell’“interesse nazionale” lo Stato italiano si preserva l’ultima voce in capitolo…e quali conflitti, le regioni ricevono più autonomie e devono imparare a gestire i propri danari… mettiamo una fine agli sprechi e facciamo un cambiamento in questa direzione… e leggetevi e soprattutto capite i cambiamenti prima di prendere partito!! ma lo vedete che l’altra politica non vuole cambiare niente? ma ve lo chiedete mai? ci fate caso???

  8. 8 cecio

    spesso mi fermo a riflettere.
    qualsiasi siano poi le mie conclusioni, ringrazio sempre della possibilità che ho avuto di poter pensare, di poter scegliere e di potermi esprimere.
    rispetto il tuo punto di vista, ma per piacere approfondisci un attimo il nostro progetto prima di “scaricarti” ;)

  9. 9 beiomiscarico

    si ma a buon ragione, si veda a tal proposito l’articolo di un giornale “dichiarato” di centro-sinistra:

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/Editoriali/2006/06_Giugno/01/panebianco.shtml

    il “progetto” mi sembra di capire poi è solo indirizzato ad influenzare il votante a votare no… le argomentazioni mancano… e frasi come queste :

    “[...] riapriranno le porte al fascismo e porterebbero l’Italia al solito primato mondiale in quanto a “casi emblematici” di assurdità… passando dall’avere una delle Costituzioni più belle del pianeta, ad una delle peggiori.”
    sono così false e pericolose da far paura!

  10. 10 cecio

    1) quello che ha dichiarato il centro sinistra non mi interessa
    2) per “progetto” intendo quello del Movimento Umanista e correlati (fare ricerceh su cosa si sta facendo da trent’anni in tutto il mondo potrebbe piacerti più che non la saga del Signore degli Anelli o Matrix)
    3) di materiali di approfondimento ce ne sono, ad esempio quello che ho pubblicato qui: http://cecio.krur.com/wp-content/uploads/2006/05/REFERENDUM_COSTITUZIONALE_25_GIUGNO.pdf
    4) il tutto parte sempre da un punto di vista e da una scala di valori. metti sul tavolo i tuoi e poi parliamone!

  11. 11 ok

    ho capito di che si tratta di movimento umanistico e posso ammirare le buone intenzioni.
    però la nostra costituzione (nb fatta nel 1947) non è “una delle Costituzioni più belle del pianeta ” ….
    per potere dire che una costituzione è migliore di altre bisognerebbe leggersi e studiare prima le altre, poi bisognerebbe raffrontarle, poi bisogna fare delle valutazioni… per risparmiarsi tutto questo iter ed arrivare direttamente al quid facti, basta rispondersi poche domande:

    abbiamo avuto dal ‘47 ad oggi governi stabili?
    abbiamo oggi grazie alla costituzione, leggi democratiche e giuste?
    abbiamo un’apparato istituzionale ed amministrativo che funziona?
    riesce lo stato a prendere decisioni rapide se c’è bisogno?
    abbiamo un’apparato di giustizia funzionante?
    abbiamo una gestione della spesa pubblica giusta?
    non vengono gonfiate le spese delle regioni per insaccare soldi?

    se si risponde a più del 50 % delle domande con un “no”, allora la costituzione non è ottimale e va cambiata.
    con la riforma si ha fino al 2008 ancora la possibilità di abbellirla e migliorarla, ma se si vota “no” fino al 2011 ed oltre, i pessimisti parlano per sempre, non cambierà mai nulla, per chi è contento con la politica attuale voti no, ma valuti bene prima i contenuti e le possibilità di cambiare, non ci si radichi in fanatismi o ideologie a senso unico.

    la discussione non è umanistica ma politica, non si tratta
    di perdere democrazia con delle modifiche alla costituzione anzi il contrario, la costituzione non è mai perfetta e deve andare perfezionandosi (un processo infinito), io ho approfondito, ho comparato ed ho riflettuto già all’inizio, ma se valutare le cose in maniera oggettiva, priva di ideologie significa non pensare allora non penso, non importa, l’importante è non alzare bandiere e lavorare per uno sviluppo per un cambiamento.
    molte persone troppo ideologiche hanno una paura estrema del futuro e si fanno sopraffare da essa … qui si tratta di dominare la paura, mantenere la testa a “freddo” e lavorare ad un futuro “migliorabile oggi” .

  12. 12 cecio

    ok, mi piace molto il tono della tua risposta.

    le tue considerazioni sono ben poste e in parte legittime.
    proprio stamane ho scritto riguardo alla nsotra attuale Costituzione.

    tutto il degrado e desclino che gisutamente fai notare, è a mio avviso la conseguenza di tutti quei decreti legge che sono andati a falsare e stravolgere le intenzioni iniziali.

    riguardo all’ideaologia.. beh. quella umanista è molto precisa e non sta ancora su questa Terra. per questo promuoviamo una grande rivoluzione non violenta che cambi davvero questo mondo.

    non mi accontenterei di un pragmatico “beh ragazzi qui non ce la si fa più, il gioco è degradato.. facciamo che non si gioca più?”

  13. 13 ok

    :D
    questa filosofia mi piace… mi sa che approfondirò il concetto in futuro, fammi sapere quando partirà la rivoluzione che ci sarò :)

  14. 14 Alex Prove tecniche di trasmissione

    INVITO TUTTI A LEGGERE IL POST SCRITTO A RIGUARDO DELLA PUBBLICITà SUL REFERENDUM ( INGANNEVOLE O INFORMATIVA? ) DI MEDIASET : HTTP://www.proveditrasmissione.net/archivi/155

  15. 15 cecio

    ultimamente guardo davvero pochissima tv (via tv ;) ) sarebbe possibile trovare cotale spot online?

    a parte che.. di cosa ci dobbiamo più stupire, ormai?

  16. 16 Ignorante in materia!!!

    ….scusate l’ignoranza in materia…ma vorrei porre una domanda e vorrei una risposta da un favorevole (SI) ed un favorevole (NO).

    Io vivo in Sardegna e ipotizziamo la Sardegna abbia 1000 abitanti che versano 1000 euro di tasse che vanno alla regione che amministra il tutto.

    Un Sardo vive in Piemonte e il Piemonte (ipotizz) ha 10000 abitanti che versano 10000 euro di tasse che vanno alla regione che amministra il tutto.

    Se passa la legge accadrà questo???

    Ora se non sbaglio 10000 del Piemonte + 1000 della Sardegna sono 11000 allo Stato che poi ripartisce in parti uguali!!!!

    Aspetto chiarimenti grazie

  17. 17 daghen un tai

    non capisco l’inghippo … se la coalizione che stà al governo è la promotrice del no .. forse teme di perdere seggiole? o di accrescere il suo potere?… di fondo penso che ci siano troppi politicanti e pochi politici!

  18. 18 cecio

    @daghen: non fare anche tu l’errore di trasformare l’evento del referendum in una battaglia “politica”..
    ti sei letto la costituzione? hai letto le modifiche? ne hai parlato con altri?

    pensa con la tua testa.. che poi tu o chi altro ha votato gente “politicante”.. che ci posso fare?

    @ignorante: il modello “federalista” della Lega è ben lontano da una visione d’insieme e organica di un sistema più grande, quanto tiene a mantenere gli interessi locali..
    in parole semplici: mentre il modell ofederale umanista (ebbene sì, esiste e da molto prima di quello leghista) parte dall’autonomia locale che delega sempre più in alto quanto non può gestire, nell’ottica di garantire la libertà di scelta delle minoranze e diversità personale, il modello leghista tende a “restringere” il sistema Stato alle regioni, che gestiranno le cose come fossero appunto dei piccolo stati..

    noi diciamo: federalismo si, ma non da tonti.
    ciaooo

  19. 19 ruia

    cercavo informazioni per farmi una mia idea riguardo al referendum,dove penso si è chiamati a votare per esprimere la propria opinione indipendentemente dalla ideologia politica che si segue (anche se sarebbe utopico pensare ad una identità fra le due?) e ti ringrazio perchè ho trovato non solo dichiarazioni,ma spunti di riflessione e dialogo.C’era una una volta l’immagine della scuola educatrice, della televisione promotrice, dell’informazione oggettiva, oggi vige la regola della pubblicità lampo che in 60 secondi ti informa, ti educa e ti sponsorizza il da farsi,per il bene di chi…ho proprio voglia di cominciare a pensare al mio di bene come cittadina e cercare di difendere quello degli altri perchè insieme siamo lo Stato e decidiamo per noi stessi.N

  20. 20 lillo barzizzo

    Lasciamo vincere il si, e le porte del potere in Italia si apriranno definitivamente agli ordini delle multinazionali.
    Una riforma così ampia non può che essere pilotata da entità sovranazionali che trovano nella legge ancora troppi ostacoli alla propria volontà. Inoltre faremo contento Licio Gelli consentendogli di festeggiare il completamento della sua opera iniziata tanti anni fa.

  21. 21 the_net

    …ma qualcuno ha pensato alla sanità? oggi i fondi vengono distribuiti più o meno equamente tra i centri sanitari italiani e tutti sappiamo come alcuni ospedali del nord siano meglio attrezzati e organizzati…in ogni caso si può verificare che uno abbia necessità di farsi curare in un’altra regione per svariati motivi; un povero cristo che sta male e nella sua regione non trova i mezzi diagnostici e terapeutici è costretto ad andare in un ospedale di un’altra regione…con la riforma se vuole farlo, dovrà pagare di tasca sua…ammesso che non intervenga la “nuova polizia regionale” che lo impedisca! non solo….! ma se per motivi “organizzativi” la sua regione decide di mettere un centro diagnostico in un paese di montagna, quanti poveri vecchietti devono farsi 40 o più km d’inverno per fare, ad esempio, una TAC? (N.B. un caso del genere esiste già ora…in abruzzo…figuriamoci dopo la riforma, con una regione despota che decide quel che vuole!!!)

  22. 22 cecio

    coem ho scritto nel mio post di oggi sulla telecinesi e l’uso della propria mente… credo che il livello di follia e irrazionalità collettiva stia crescendo ovunque.

    la pressione a cui siamo tutti sottoposti è enorme, la non comunicazione pure.
    quindi la coscienza arranca e si scatena al minimo soffio, prendendo vie d’uscita appunto incoerenti e irrazionali.

    io continuo a vedere in giro gente alterata, con uno stato di coscienza non normale..
    non so voi.

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