alcune considerazioni di amici sulle votazioni e il “rischio berlusconi” e il non voto

Mercoledì 9 Aprile 2008

pur non condividendo la scelta di votare il “meno peggio” (soprattutto il PD!!), e tantomeno il semplice votare “contro” l’ennesima minaccia del signor Berlusconi (che dovrebbe essere ineleggibile per legge non capisco come fanno ad accettare la sua candidatura), condivido i pensieri di due amici.
il primo è Stefano Disegni e l’altro è Matteo.
mi fa molto piacere che la gente cominci ad esprimersi senza reticenze su questi temi.. è la via di un dialogo lucido e costruttivo quella che dobbiamo incoraggiare (sperando poi che dopodomani ci si ricordi di cosa si stava parlando… ;) )

Stefano Disegni disegna:
http://stefanodisegni.nova100.ilsole24ore.com/2008/04/votare-oh-oh.html

Matteo mi scrive:
Si avvicinano le elezioni.
Come sempre provo a condividere la mia opinione con voi, che siete i miei amici.

Questa volta per me è davvero dura.

Non sono soddisfatto del governo Prodi: è vero che con quella maggioranza non poteva fare molto, ma almeno poteva evitare di iniziare con l’indulto.

Non ho fiducia nel PD: l’ho visto nascere e vedo le sue profonde contraddizioni interne. E’ possibile che diventi un grande partito ma al momento non credo alle promesse di Veltroni, perché non credo alla coesione culturale tra DS e Margherita.

Dall’altra parte temo, ho davvero paura del PDL e di Berlusconi.

Basti citare le cose che dice di voler fare:

  • Test psicoattitudianli per i magistrati (inquisizione?)
  • Riscrivere i libri di storia (l’ha detto Dell’Utri…il mafioso)
  • Cancellare la par-condicio.
  • Riscrivere la legge 194 sull’aborto.
  • Tremonti all’economia (cacciato nel precedente mandato - Italia maglia nera per la produttività dal 2001 al 2006, fonte Ocse)
  • Polizia di quartiere (però meno scuola, meno prevenzione)

Non voglio entrare nel merito, del giusto o dello sbagliato ma dico: sono questi i provvedimenti che servono a un paese arretrato come il nostro? Sono queste le priorità?

Oppure basti citare alcune cose che ha fatto:

  • Depenalizzazione del Falso in bilancio
  • Legge sulle Rogatorie
  • Opposizione al Mandato di cattura europeo
  • Legge Cirami
  • Lodo Maccanico - Schifani (immunità)
  • Inappellabilità delle sentenze di proscioglimento
  • Legge (ex) Cirielli
  • Condono sulle tangenti
  • Ordinamento giudiziario (rinviato alle da Ciampi Camere perchè “Palesemente incostituzionale”)
  • Condoni Fiscali
  • Decreto Salva-Calcio
  • Legge Gasparri
  • Decreto Salva-Rete4
  • Aiuti di Stato ai decoder
  • Esenzione Ici per la Chiesa
  • Niente tasse sulle plusvalenze
  • Legge elettorale (non possiamo più votare i candidati - no democrazia)

Non cito altre cose, come le centinaia di processi che coinvolgono gli esponenti del centro destra, non perché ve ne sono alcuni anche a sinistra, ma perché non voglio annoiare. Non cito la Bossi-Fini che mi impedisce di assumere bravi studenti che hanno pagato per studiare in Italia, che hanno fatto stage gratis nelle nostre aziende, ma che poi non rientrano nelle LISTE della bossi-fini (ma dove siamo, nel ghetto di Varsavia nel ‘43?).

Con l’attuale legge elettorale non c’è via di uscita: possiamo non votare, possiamo votare schieramenti che sicuramente non vinceranno.
Possiamo dire che se voteremo questi ultimi avremo dimostrato a chi andrà il governo che comunque noi non li voteremo mai.

Il problema, a mio avviso, è che se avremo altri 5 anni di centro destra ci ritroveremo una nuova valanga di leggi come quelle che ho citato, per non parlare dell’economia.
E le leggi non si cancellano poi con un colpo di scopa. Segnano il paese per decenni.

Per questo io ho deciso di votare per lo schieramento di centrosinistra (o dovrei dire di centro…). Non ho ancora deciso però se voterò per il PD, per Di Pietro o per i Radicali.
Non ho fiducia nel primo, non reputo all’altezza il secondo, non condivido la politica del terzo.

In pratica sono disperato. Ma Berlusconi al governo… mi terrorizza davvero, perché abbiamo le prove di ciò che ha fatto e sappiamo perfettamente cosa vuole fare!

Meditate…
Grazie per il vostro tempo.

Matteo

4 Commenti a “alcune considerazioni di amici sulle votazioni e il “rischio berlusconi” e il non voto”

  1. pane e rose dice:

    Né centro-destra, né centro-sinistra, governo operaio!

    (31 marzo 2008)

    Dichiarazione congiunta

    I proletari e le masse popolari italiane hanno sperimentato in questi anni governi di centrodestra guidati da Berlusconi e governi di centrosinistra guidati da Prodi e D’Alema, comprendenti anche RC e PdCI.

    Questi governi hanno attaccato e peggiorato le condizioni di vita e di lavoro. In questi ultimi anni abbiamo subito tagli dei salari, anche a causa del carovita, precarietà per effetto delle Leggi Treu e Biagi, intensificazione dello sfruttamento, omicidi bianchi a fronte di aumento dei profitti, taglio delle pensioni e delle spese sociali con aumento invece dei finanziamenti dei padroni, delle spese militari. Sì è accentuato un generale immiserimento delle masse lavoratrici a fronte dell’aumento dei profitti e delle rendite finanziarie.

    E’ avanzato un processo reazionario di ristrutturazione dello Stato e della società, in forme autoritarie e moderno fasciste con generalizzarsi di legislazione d’emergenza, repressione, clima da Stato di polizia.

    E’ peggiorata la condizione giovanile con la riforma Moratti mantenuta in piedi dal governo Prodi.

    Viene attaccata sempre di più la condizione delle donne sul lavoro e nella vita sociale; avanza sotto la guida del Vaticano un attacco clerico-fascista al diritto d’aborto e all’autodeterminazione delle donne.

    E’ proseguita la persecuzione dei comunisti e delle organizzazioni proletarie e di classe, così come la protezione dei fascisti con la criminalizzazione dell’antifascismo militante.

    Le leggi razziste, antimmigrati del governo Berlusconi sono state sostanzialmente mantenute, ed anzi sono aumentate aggressioni e clima da pogrom sotto il governo Prodi.

    Si è intensificato il ruolo imperialista dell’Italia in Afghanistan, in Libano, in alleanza/subordinazione con gli USA. Si è scesi in campo nei Balcani al fianco del nuovo Stato fantoccio del Kossovo, e si prosegue nell’allargamento delle Basi militari e nei nuovi armamenti.

    Alle lotte popolari per la salute, contro l’alta velocità e la crisi dei rifiuti, si è risposto con la repressione e la negazione delle esigenze delle popolazioni. La corruzione politica e il sistema di casta si sono confermate ed estese anche all’ombra dei governi di centrosinistra.

    Per questo, noi comunisti invitiamo i proletari e le masse popolari a dire NO alle due forme dei governi della borghesia, pronte anche ad associarsi in una grande coalizione antioperaia, ad avanzare nella lotta di classe e di massa in tutti i campi sociali e politici, a battersi per un’alternativa a questi governi: un GOVERNO OPERAIO, cha sorga dal movimento di lotta delle masse sfruttate ed oppresse e sia sostenuto dagli organismi di base e di lotta del proletariato e delle masse popolari, in marcia verso l’alternativa socialista.

    Vogliamo un governo operaio, anticapitalista, realmente democratico e popolare, che soddisfi le rivendicazioni politiche ed economiche delle masse lavoratrici e realizzi cambiamenti radicali, attraverso l’espropriazione dei principali mezzi di produzione e di scambio e la loro sottoposizione al controllo della classe operaia, che aprano la strada alla trasformazione dell’intero ordinamento economico e sociale nella direzione del socialismo.

    La formula del “governo operaio”, serve oggi a propagandare le soluzioni dei comunisti ai problemi che attraversano la vita quotidiana dei proletari e delle masse popolari.

    Serve a chiarire che per la classe operaia e le masse popolari non esistono soluzioni parlamentari dei loro problemi fondamentali, a far comprendere che la classe operaia è la sola classe che può dar vita ad un governo che non s’inchini all’altare del profitto e delle istituzioni borghesi, ma sia deciso ad uscire dalla crisi sconfiggendo il capitalismo.

    Serve a propagandare e ridare dignità e forza alla prospettiva del potere proletario, del socialismo e del comunismo.

    28 marzo 2008 (137° anniversario della Comune di Parigi, primo governo operaio).

    Invitiamo le forze comuniste a sottoscrivere la presente dichiarazione

    Piattaforma Comunista ( teoriaeprassi@yahoo.it )
    Proletari Comunisti ( ro.red@libero.it )

    fonte: teoriaeprassi@yahoo.it

  2. non voto dice:

    http://www.astensione.org/

    FATE VINCERE IL NON-VOTO !

    Non si può votare il meno peggio.

    Chi vota il meno peggio legittima il peggio.

    Se non possiamo scegliere il candidato con l’attuale sistema elettorale

    … rifiutando la scheda elettorale non legittimiamo nessun partito !

    Se votate scheda bianca o nulla perché non vi sentite rappresentati da nessun partito, in realtà, favorirete il partito con più voti.
    Infatti anche i voti bianchi o nulli entrano nel calcolo del premio di maggioranza, favorendo chi ha preso più voti.

    C’è però un modo di astensione che consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza.

    ISTRUZIONI PER L’ELETTORE

    1) andare a votare, presentarsi con i documenti + tessera elettorale e farsi vidimare

    la scheda

    2) NON TOCCARE LA SCHEDA (se si tocca la scheda viene contata come nulla e

    quindi rientra nel meccanismo del premio di maggioranza)

    2) ESERCITARE IL DIRITTO DI RIFIUTARE LA SCHEDA (dopo vidimata), dicendo:

    ‘rifiuto la scheda per protesta, e chiedo che sia verbalizzato!’

    3) pretendere che venga verbalizzato il rifiuto della scheda

    4) esercitare,se si vuole, il proprio diritto di aggiungere, in calce al verbale, un

    commento che giustifichi il rifiuto (ad esempio, ma ognuno decida il suo motivo:

    ‘nessuno dei politici inseriti nelle liste mi rappresenta – oppure: ‘perché nessun

    partito ha nel suo programma il ripristino della sovranità monetaria costituzionale)

    (d.p.r. 30 marzo 1957, n. 361 - art. 104) così facendo non voterete, ed

    eviterete che il voto, nullo o bianco, sia conteggiato come quota premio per il partito

    con più voti.

    Di fronte all’eventuale ostinazione dei presidenti e alla riluttanza dei segretari a non verbalizzare, e laddove non ci si senta in grado di sostenere il confronto,

    evitare di farsi coinvolgere in accese ed inutili discussioni.

    Rivolgersi invece alla forza pubblica per richiedere l’intervento dell’ufficiale giudiziario che può avere accesso nella sezione per notificare al presidente proteste e reclami relativi alle operazioni della sezione (art. 44 comma 4 D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 e successive modifiche).

    In presenza di Presidenti di seggio che intendessero impedire la verbalizzazione della protesta presentata dall’elettore, chiedere la verbalizzazione dei motivi per i quali il Presidente di seggio ritiene legittimo impedire all’elettore “Tal dei Tali” quanto previsto dal combinato disposto degli art. 87 e 104 comma 5 del D.P.R. 30 marzo 1957, n° 361 e successive modifiche:

    il segretario dell’Ufficio elettorale che rifiuta di inserire nel processo verbale o
    di allegarvi proteste o reclami di elettori è punito con la reclusione da sei mesi a
    tre anni e con la multa sino a € 2.000,00

    Testo Unico delle Leggi Elettorali - D.P.R. 30 marzo 1957, n. 361 - Art. 104 - Par. 5

    Tale sistema rende inattribuibile il voto, in quanto la legge consente solo l’attribuzione delle schede contenute nell’urna al momento dell’apertura della stessa, creando una discrepanza tra percentuale votanti e voti attribuibili.

    Infatti in linea teorica (non è mai successo) se la quantità di schede rifiutate raggiungesse la quota di voti necessaria per l’attribuzione di un seggio, tale seggio non potrebbe essere attribuito.

    Per essere più chiari facciamo un esempio paradossale:
    -Se il 99% degli italiani rimane a casa e l’1% vota veltrusconi…risulterà che veltrusconi ha vinto con il 100% dei voti: quel 99% ha fatto il gioco di veltrusconi!
    -se il 99% degli italiani si avvale del diritto di rifiutare la scheda… risulterà che il 99% degli italiani non si sentono rappresentati da veltrusconi e non legittimano di fatto nessun partito.

  3. Clausneghe dice:

    ….propongo il sabotaggio della farsa elettorale del 13 aprile 2008, magari pretendendo l’applicazione certosina del regolamento elettorale che prevede un metodo astensivo che garantisce di essere percentuale votante - quindi non delegante - ma consente di non far attribuire il proprio non-voto al partito di maggioranza.

    E` infatti facoltà dell’elettore di recarsi al seggio e, una volta fatto vidimare il certificato elettorale, …

    … avvalersi del diritto di rifiutare la scheda, assicurandosi di far mettere il tutto a verbale.

    E’ inoltre possibile allegare, in calce al verbale, una breve dichiarazione in cui l’elettore può esprimere le motivazioni del suo rifiuto (es. “nessuno degli schieramenti qui riportati mi rappresenta”).

    Oltre a complicare e rallentare le operazioni di voto e scrutinio, ciò rende obbligatorio compilare per ogni scheda rifiutata un apposito verbale, e rende inattribuibile il voto, in quanto la legge consente solo l’attribuzione delle schede contenute nell’urna al momento dell’apertura della stessa. In questo modo si crea una discrepanza tra la percentuale dei votanti e voti attribuibili, e teoricamente, se la quantità di schede rifiutate raggiungesse la quota di voti necessaria per l’attribuzione di un seggio, tale seggio non potrebbe più essere attribuito.

    Altra buona mossa sarebbe invalidare la scheda con scritte a pennarello tipo: No guerra, no scie chimiche, no haarp, no signoraggio, no Nwo, no chip e così via, le voci non mancano.

    In questo caso si otterrebbe la scheda nulla ma l’effetto del bombardamento a colpi di lapis colpirebbe soprattutto i quasi innocenti scrutatori, che sono l’ultima ruota del carro elettorale, come sappiamo.

    Bene, non importa come, fate voi, ma raggiungere lo scopo giustifica i mezzi … non è mai stato imperativo come ora, per chi vuole opporsi davvero alla soffocante Casta che con i suoi sgherri azzeccagarbugli e bravacci servi ci imprigiona sfrutta deruba imbroglia e alla fine ci manganella pure..

    Lo scopo ovviamente è far saltare questo bubbone che impesta la nostra povera Italia.

    Il sabotaggio elettorale, seguito due settimane dopo, a botta ancora calda, da un oceanico V-Day 2 - che come previsto si terrà il 25 aprile, simbolico giorno della Liberazione - potrebbe davvero far crollare il gigante con i piedi d’argilla in modo spettacolare ma, si spera, incruento.

    Quindi, pur con i dovuti distinguo e dopo aver votato la sinistra alternativa, che mi ha deluso e tradito, ora sto con Beppe Grillo e il suo movimento, che vedo come l’unica Cosa nuova in grado di incidere profondamente anche grazie a nuovi modi di inter-comunicare sulla poli - tica , ovvero etica del cittadino… questo ricordiamolo è il vero significato della parola Politica tanto travisato da coloro che se ne sono impossessati con l’arte e con l’inganno.

    Claudio Negrioli (Clausneghe)

  4. mazzucco dice:

    ….Qualcuno, fra i nichilisti, ha detto: “tanto, anche se la maggior parte di noi non andasse a votare, voterebbe comunque quel 30% degli italiani che permette alle stesse persone di continuare a governare”.

    Questo non è assolutamente vero, ed è qui che sta l’intera chiave del problema: un governo che fosse votato dal 30% degli italiani sarebbe talmente delegittimato che non potrebbe nemmeno aumentare il prezzo dei francobolli senza venire spernacchiato dal Trentino fino alla Sicilia meridionale.

    Perché credete che ci sia stata quella violenta alzata di scudi da parte dei politici - compatti come non mai, fra l’altro, chissà perchè? - contro il V-Day di Beppe Grillo? Se potessero permettersi di scendere fino al 30% dei voti validi non ci sarebbe motivo di agitarsi adesso, no?

    Invece non solo quella soglia è molto più alta, ma il politico ha comunque bisogno di andare sempre al governo con il massimo dei voti complessivi. Ecco perché, quando votano in tanti, si dice che c’è stata una “buona“ affluenza alle urne: è buona per loro, perché più quel numero è alto più gli permetterà di dirci in faccia con tranquillità “in fondo ci avete votato voi“.

    Se invece quella quota diminuisce, diminuisce anche la sua garanzia di impunità, e visto il nervosismo corso fra le fila per un semplice V-day, vuole dire che quel margine è molto più sottile di quanto possiamo credere.

    L’Occidente ha creduto, durante tutta la Guerra Fredda, che i russi ci stessero per attaccare in qualunque momento, mentre questi poveracci hanno vissuto per trent’anni nel terrore che gli americani scoprissero che loro avevano molto meno armamenti atomici di quanto si credesse. Se se ne fossero accorti, sarebbero stati obbligati a venire a patti con gli americani, accettando di sottostare alle loro condizioni.

    Se la quota di votanti cominciasse a calare in maniera regolare, prima o poi il politico sarebbe obbligato a venire a patti con l’elettorato. È inevitabile, è una questione matematica, e l’unica cosa su cui conta il politico per impedirla è proprio quel diffuso nichilismo che porta molti a dire “ tanto non cambia niente comunque”, e così votano lo stesso.

    Ecco perché per prima cosa bisogna sconfiggere quell’atteggiamento nichilista che favorisce sistematicamente la perpetuazione dello status quo.

    Quando negli elettori si sarà diffusa a sufficienza la consapevolezza di questo meccanismo da spezzare – e quindi i voti complessivi avranno iniziato a calare sensibilmente - la classe politica sarà costretta a venire a patti con gli elettori, per ottenere quel voto che le è indispensabile per continuare a legittimare il proprio potere.

    Una volta ottenuta l’“attenzione” necessaria, però, si chiede prima di tutto di tornare a votare la persona e non il partito. (Ricordiamolo, se è vero che governa il popolo, è il popolo a dire ai propri delegati cosa devono fare, e non viceversa).

    Da quel momento il percorso diventa molto meno scosceso: se mi avevi fatto delle promesse generiche, potrai sempre dare la colpa alla Scala Mobile, all’Euro, o all’ultima cometa di passaggio, ma se ad esempio ti ieri impegnato a ripulire Napoli dalla spazzatura, e alla fine del mandato non lo hai fatto, stai tranquillo che la differenza si vede eccome. A quel punto il politico è bruciato, perché diventa come l’amico a cui avevo dato le mille lire da portare a mio cugino: non farti mai più vedere da queste parti.

    Secondo vuoi quanti di loro, una volta eletti, “se ne fotterranno comunque delle promesse”, pur sapendo che in quel modo in Parlamento non ci tornano più? (Prendiamo l’esempio di Zapatero, che prima delle elezioni si era impegnato a ritirare immediatamente le truppe spagnole dall’Iraq. Se non lo avesse fatto, pensate che gli spagnoli se ne sarebbero restati a casa a brontolare, o lo avrebbero alzato di peso e lo buttavano nel fiume con tutto il suo governo?)

    A loro volta, i partiti non hanno certo i ricambi come le squadre di rugby, che ne escono e ne entrano 25 alla volta, e non possono permettersi di vedersi “bruciare” 30 o 40 cavalli per ogni legislatura. Ma anche se li avessero, quelli sono solo i “peones“, gente convinta che il Darfur sia uno stile di vita, e che Guantanamo si trovi in “Afakistan”. Di quelli te ne trovo anch’io quanti ne vuoi.

    Ma i leader sono quelli che sono, li conti sulle dita di una mano, e state tranquilli che non hanno nessuna voglia di vedersi sostituire da nessuno. (Tant’è vero che abbiamo ancora davanti le stesse facce di 30 anni fa).

    Quindi, chi ha il bastone dalla parte del manico? E di chi è la colpa, se non sappiamo usarlo nel modo giusto?

    Massimo Mazzucco

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