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A Milano presidio “Io non respingo”

Dal 10 al 12 giugno prossimi sarà in visita ufficiale in Italia il presidente libico Muhamad Gheddafi. La visita giunge a coronamento di un periodo segnato da un ricorso sistematico da parte del governo italiano alla cosiddetta politica dei respingimenti ovvero al dirottamento verso le coste della Libia delle navi che trasportano migranti e richiedenti asilo.

Questa politica è legata agli accordi in materia di immigrazione siglati dal nostro paese con il governo di Tripoli che – dietro adeguate contropartite economiche – prevedono la cooperazione tra i due paesi nel contrasto al fenomeno migratorio. Accordi siglati nonostante sulla Libia pesino come macigni denunce di violazione sistematica dei diritti umani da parte dell’ONU e di riconosciuti organismi non governativi internazionali come Amnesty International e Human Rights Watch. Secondo l’osservatorio indipendente Fortress Europe attualmente esistono in Libia ben 21 centri di detenzione per migranti e richiedenti asilo in cui si fa ricorso costante a trattamenti disumani e tortura. Con la politica dei respingimenti l’Italia ha scelto deliberatamente di inviare decine di migliaia di persone verso la Libia dove- grazie alle clausole dell’accordo che prevedono la non ingerenza reciproca negli affari interni- potranno essere incarcerati e sottoposti ad ogni forma di trattamento degradante e disumano.
Di fronte a tutto questo denunciamo con forza la complicità e le responsabilità del governo italiano nelle stesse violazioni dei diritti umani che avvengono sul territorio libico e chiediamo di porre immediatamente fine alla politica dei respingimenti e di rivedere gli accordi di cooperazione con la Libia, mettendo come precondizione imprescindibile per ogni trattato bilaterale il rispetto completo dei diritti umani.
Per queste ragioni aderiamo alla grande campagna nazionale “Io non respingo” lanciata dall’osservatorio Fortress Europe e invitiamo tutti i cittadini a partecipare ad un

PRESIDIO

sotto la sede del Consolato libico in piazza Diaz angolo via Baracchini a Milano

Mercoledì 10 giugno 2009 ore 18

NOI NON RESPINGIAMO!

per adesioni: io.non.respingo@gmail.com

prime adesioni:

  • Milano Città Aperta
  • Centro delle Culture Milano
  • Associazione Ci Siamo Anche Noi (Pavia)
  • Dimensioni Diverse
  • Centro Culturale Multietnico La Tenda
  • Le radici e le ali ONLUS
  • Partito Umanista – Milano
  • Coordinamento nord sud del mondo – Milano
  • Rifondazione Comunista – Federazione di Milano
  • Aria Civile – Milano
  • Todo Cambia
  • Psicologi per i Popoli nel Mondo
  • Servizio civile internazionale – Gruppo Lombardia
  • Sinistra Critica – Milano
  • Collettivo Vagabondi di Pace
  • Arci Milano

Italia multietnica?

ieri mattina (nell’andare ad Assisi per partecipare alla riunione nazionale del Tavolo per la Pace) avevo scelto questa maglietta.

è una delle mie preferite e credo sia l’unica risposta da dare a Berlusconi & C.

non mi vergogno di essere italiano. per ora mi dispiace .. quasi mi addolora, il sapere di moltissimi italiani che stanno scendendo nella così più bassa ignoranza da sostenere una cultura e un sistema di credenze che porta verso l’abisso.

per me è solo uno sprono ad adoperarmi di più nel cercare di far sperimentare vie più interessanti.

un abbraccio un po’ puzzolente (sono tornato a casa un po’ sudato da una grande giornata ^_^ )

la-tua-musica-e-nera

  • La tua musica è nera
  • la tua auto giappnese
  • la democrazia greca
  • il tuo caffè é brasiliano
  • le tue vacanze marocchine
  • le tue cifre arabe
  • le tue lettere latine
  • come puoi dire che il tuo vicino è straniero?

che palle!

innanzitutto ringrazio i miei genitori per non avermi mai abbandonato da piccolo (da nessuna parte)

poi comincerò a mangiare più assiduamente kebap e panini e gelati! in gran quantità sui marciapiedi e per strada.. alla faccia di chi vorrebbe renderlo illegale (in questo caso in Lombardia.. ma qui a Firenze sono stati gli apripista l’anno scorso!)

infine condivido queste righe di Daniele Luttazzi sulla crisi economica e sulla grande presa per il culo che ci hanno fatto e che conrinuano a perseverarci.. che forse siamo diventati tutti omo e ci piace prenderlo di dietro!? con tutta quella campagna anti-omo che propinano a più non posso? mah.. decidiamoci!

godetevelo:

Perché mai lo Stato dovrebbe aiutare con soldi pubblici le banche private che hanno speculato sulla pelle dei clienti?

Le banche vogliono essere salvate a prescindere. Che ne è della favola del “libero mercato”, che i capitalisti raccontano sempre per nascondere il proprio cannibalismo? I capitalisti, come si vede, sono i primi a non crederci.

Il crack mondiale delle Borse, causato da decenni di deregulation, non terminerà finchè sarà impossibile stabilire quanti titoli tossici le banche abbiano ancora in pancia. Col paradosso che, quando le banche al tracollo accedono al salvataggio di Stato, in pratica sono i cittadini truffati a tenere a galla i truffatori.

E se un Presidente (Obama) prospetta la conversione dei prestiti pubblici alle banche in azioni ordinarie (lo Stato diventerebbe così, giustamente, azionista delle banche che risana) i cannibali rintanati a Wall Street puniscono l’idea con un tonfo in Borsa (ieri).

Vi risulta che qualcuno dei responsabili della speculazione, in Italia o all’estero, abbia chiesto pubblicamente scusa, oppure abbia dichiarato di voler cambiare il suo comportamento in futuro? Vi risultano dimissioni o cambi ai vertici? Svezzati a superbonus che premiavano il comportamento più irresponsabile, i cannibali non conoscono altro modus operandi che questo.

I sistemi bancari nazionalizzati hanno il merito storico di aver promosso decenni di espansione economica virtuosa. Le banche private, invece? Lasciatemici pensare per un secondo. No.

Le banche salvate con soldi pubblici vanno nazionalizzate. Altra possibilità: farle adottare da Madonna.

A Bergamo Gesù non è nato!!!!

con gran gioia e gaudio riporto questa notizia.. so che ci sono delle buone perle anche nella Chiesa Cattolica.. eccone una!

Monsignor Attilio Bianchi nella Messa di mezzanotte ha detto ai presenti che se non sono preparati ad accogliere gli immigrati, “Gesù non nasce”

Bergamo, niente Bambinello nel presepe. Il parroco spiega ai fedeli: “Non siete pronti”

BERGAMO - In una chiesa di Bergamo il parroco si è rifiutato di mettere la statuetta di Gesù Bambino nel presepe (come accade, per tradizione, il 24 dicembre), perché la gente “non è pronta”. E ora fa discutere la scelta di monsignor Attilio Bianchi, parroco della chiesa di Santa Lucia, il Tempio votivo di Bergamo, annunciata nel corso dell’omelia, alla Messa di Mezzanotte.  

Il sacerdote, che durante le omelie domenicali invita i fedeli a curarsi dei poveri e degli emarginati, ha deciso di comportarsi di conseguenza. E durante l’omelia ha proclamato: “Questa notte non è Natale. Non siete pronti. Se non sapete accogliere lo straniero, il diverso, non potete accogliere il Bambin Gesù. 
Perciò Gesù non nasce”.
http://www.repubblica.it/2008/12/sezioni/cronaca/bergamo-presepe/bergamo-presepe/bergamo-presepe.html

sabato 4 ottobre: STOPRAZZISMO

Sabato 4 ottobre  2008 Roma

STOPRAZZISMO

ManifestazioneConcerto  

Corteo alle 14 da Piazza della Repubblica

Concerto dalle 17 a Piazza Venezia

tel. Ufficio stampa 347 7887462

Il corteo sarà aperto dagli immigrati di CastelVolturno, poi via via l’Associazione “3 Febbraio”, Socialismo Rivoluzionario, Partito Umanista, UniCobas, Centro delle Culture e le oltre 300 associazioni, comitati e realtà di base che si sono aggiunte in questi mesi e vogliono continuare questo percorso di protesta, proposta ed aggregazione nel segno dell’anti-razzismo.

Sul palco a partire dalle 17 in piazza Venezia ci saranno i colori sonori della Banda di piazza Caricamento, dei Bidonvillarik e di Ramzi Harrabi, il rock dei Baby blue e degli Eva mon amour, il dj set di Bunna, voce storica degli Africa Unite, ci saranno le straordinarie The Sessions Voices, la cantautrice Nathalie, il folk dei Train De Vie, le canzoni di Joe Contromano e Pura Utopia, e l’allegra e brava tribute band di Rino Gaetano, I sei ottavi.

A sostegno della manifestazione anche le firme di tantissimi altri musicisti

Almamegretta, Roy Paci, MauMau, Bandabardò, Caparezza, Daniele Silvestri, 24 Grana, Daniele Sepe, James Taylor Quartet, La Zurda, Dennis & the Jets, Mr T_Bone, Black Era e tantissimi altri……

Spot Marcia Mondiale Nonviolenza (v2 ita)

ecco uno dei primi spot realizzati per promuovere l’evento. sono centinaia i creativi e gli attivisti di tutto il mondo che stanno iniziando a mettere la testa, il cuore e la mano in questo progetto.

more to come soon…

PER ABDUL. PERCHÉ NON SUCCEDA PIÙ

appello e invito alla manifestazione di questo sabato 20 settembre a Milano. ricordo che stiamo preparando il Forum Europeo “La Forza della Nonviolenza” per il 17/18/19 ottobre, sempre a Milano.. sarebbe interessante che tu ci sia!

Abdul è stato ucciso per niente o per futili motivi … come dice l’arido linguaggio della magistratura. Chi ha preso la spranga non l’ha fatto per paura o per legittima difesa, ha commesso un delitto a sfondo razzista, mosso da odio e rancore, considerandosi legittimato dal sentire intollerante, sciaguratamente diffuso.

Questa Milano non ci appartiene. Non ci appartengono la violenza e il razzismo che si manifestano sempre più apertamente, in uno stillicidio di episodi quotidiani di intolleranza di cui sono vittime donne e uomini, quasi sempre inermi. La dilagante campagna razzista e la costruzione del nemico “altro” diventano funzionali a nascondere la questione politica della sicurezza sociale, della coesione e della giustizia sociale per tutti. L’altro e il diverso vengono additati quali cause del malessere sociale ed esistenziale. Il potere e lo sfruttamento si alimentano anche in questo modo.

Per questo, per ragioni etiche, culturali e politiche, gridiamo con forza che non ci appartiene l’ideologia sicuritaria, incentrata sulla repressione e sulla costruzione di alibi culturali che autorizzano le ronde e la violenza privata.

L’omicidio di Abdul è l’ultimo segnale di un’escalation xenofoba, che va arrestata.
La Milano democratica e antirazzista deve reagire.
Milano deve reagire.

INVITIAMO TUTTI I CITTADINI sabato 20 settembre 2008 alle ore 14.30, alla manifestazione che partirà dai Bastioni di Porta Venezia e si concluderà in Piazza Duomo. 

DON GINO RIGOLDI - MONI OVADIA - DARIO FO - FRANCA RAME - RENATO SARTI - NICO COLONNA - PAOLO ROSSI - ALESSANDRO ROBECCHI - SERGIO SERAFINI

Le adesioni finora pervenute: 

Vittorio Agnoletto, Mario Agostinelli, Alioune Badara Ndiaye (giornalista), Edoardo Bai (Medico Legambiente), Daniele Barbieri, Sandro Barzaghi (Assessore provinciale), Giorgio Bonamassa e Daniela Torro (avvocati), Ivana Brunato (Direttivo Nazionale CGIL), Paolo Cagna Ninchi (Lista Fo), Bruno Casati (Assessore provinciale), Ibrahima Cisse (politico), Maurizio Colleoni (PRC-SE Valle Brembana), Rocco Cordi (Cooperativa Nuova Urbanistica Varese), Marco Dal Toso (Giuristi democratici Milano), Bianca Dacomo Annoni (ICEI), Flavia D’Angeli (Sinistra Critica), Massimo De Giuli, Josè Luiz Del Roio, Pape Diaw (Cons. PRC Comune Firenze), Irma Dioli (Assessore provinciale), Saverio Ferrari (Osservatorio democratico), John Foot (storico), Ombretta Fortunati (Cons. provinciale PRC), Antonio Frascone (ANPI Magenta), Valentina Frascone (Ass. Unaltralombardia), Mercedes Frias, Jole Garuti, Massimo Gatti (Cons. provinciale SD), John Gilbert (Direttivo toscano FLC CGIL), Luigi Greco (VicePresidente Cons. prov. Milano), Modou Gueye (attore), Pap Khouma (scrittore), Giuseppe Landoni (Cons. SD Comune Milano), Antonio Lareno e Nerina Benuzzi (Segretari Camera del Lavoro Milano), Les Ambassadeurs (musicisti), Floriana Lipparini, Piero Maestri (Cons. provinciale SC), Gigi Malabarba (Sinistra Critica), Roberto Mapelli, Maria Grazia Meriggi (Università di Bergamo), Vladimiro Merlin (Capo Gruppo PRC Comune Milano), Claudio Mezzanzanica (Imprenditore), Emilio Molinari, Roberto Molinari (Forum per l’unità della sinistra, Canegrate), Flavio Mongelli (presidente Arci Lombardia), Franco Morabito (Circolo Peppino Impastato Paullo), Giorgio Morabito, Milly Bossi Moratti (Cons. Comune Milano), Luciano Muhlbauer (Consigliere reg. Lombardia), Bruno Muratore, Antonello Patta (PRC Milano), Alessandro Pezzoni (Consigliere provinciale SD), Patrizia Ines Quartieri (Cons. PRC Comune Milano), Giorgio Riolo, Annamaria Rivera (antropologa, Università di Bari), Francesco Rizzati (Cons. PdCI Comune Milano), Alessandro Rizzo (Lista Fo Zona 4 Milano), Basilio Rizzo (Cons. Lista Fo Comune Milano) Rosaria Russo (Assessore Brembio), Raffaele Salinari (Terre Des Hommes), Raffaele Taddeo (Centro Culturale Multietnico La tenda), Massimo Tafi (Girotondi), Luigi Tranquillino (Cons. provinciale PRC), Pino Vanacore (Ass. Unaltralombardia), Luigi Vinci, Tommaso Vitale

Arci Darfur, Arci Lombardia, Arci Milano, Arci Todo Cambia, Associazione Culturale Punto Rosso, Ass. Moldoveni in Italia, Associazione Primapersone, Centro delle Culture di Milano, Circolo Arci Corvetto, Circolo Arci Metissage, Coordinamento Nord Sud del Mondo, CSA Baraonda (Segrate), Giovani Comunisti, Guerre&Pace, Emergency, Leoncavallo, Libera Università Popolare, Naga, Parrocchia ortodossa romena S. Silvestro, Partito Umanista Milano, PdCI Milano, PRC Lodi, PRC Milano, Rete 28 aprile nella CGIL Lombardia, Rete G2 – Seconde Generazioni (rete nazionale dei figli degli immigrati), SDL intercategoriale, Sinistra Critica, Sinistra Democratica dell’Empolese/Valdelsa, Unaltralombardia

IN PIAZZA PER ABDUL, UCCISO PERCHE’ DI PELLE NERA

IN PIAZZA PER ABDUL, UCCISO PERCHE’ DI PELLE NERA

OGGI, ORE 17.00, MILANO, PIAZZA DUCA D’AOSTA
(davanti alla Stazione Centrale)

Le forze organizzatrici della manifestazione antirazzista del prossimo 4 ottobre a Roma esprimono totale e incondizionata solidarietà nei confronti di Abdul William Guibre, diciannovenne originario del Burkina Faso e di nazionalità italiana, ucciso ieri a sprangate da due commercianti milanesi.

Una morta assurda che niente ha a che vedere con il furto di un pacchetto di biscotti, e molto, invece, con la crescente ondata di violenza, intolleranza, odio razziale alimentata dai media e dalle istituzioni.

Per questo il comitato promotore della manifestazione antirazzista romana del prossimo 4 ottobre invita tutti coloro che credono ancora in una Milano tollerante, non violenta e non discriminatoria a scendere in piazza facendo sentire il proprio dissenso e la propria solidarietà.

Al di là dell’indiscutibile responsabilità personale dei due commercianti, è necessario ammettere che ci sono altre responsabilità: quella degli esponenti politici che da anni soffiano sul fuoco dell’intolleranza e della discriminazione; quella coloro che credono che la sicurezza debba essere garantita con le armi e con i centri di detenzione; quella di tutti coloro che fingono di non vedere e non danno voce alla propria indignazione.

Stop al razzismo

Contro tutti i razzismi

contro tutti i razzismi

Smontato anche il caso dei Rom croati. Ora riapriamo il caso Reggiani

Vi giro questa mail un po’ lunga, ma piena di notizie interessanti sulle balle che vengono raccontate sui rom. (per chi non avesse notato la veloce coincidenza della legge vergogna e il caso di codesta famiglia rom… lascio ai commentatori ogni interpretazione)

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VERONA, DOPO CAMPAGNA EVERYONE IL GIP SMONTA L’INCHIESTA SUGLI OTTO ROM CROATI ACCUSATI DI SFRUTTARE I BAMBINI

EVERYONE: “TROPPE CONTRADDIZIONI E INFONDATEZZE, DECINE LE MONTATURE COME QUESTA PER ALIMENTARE ODIO RAZZIALE”. IL GRUPPO CHIEDE ANCHE LA RIAPERTURA DEL CASO GIOVANNA REGGIANI: “ROMULUS MAILAT POTREBBE ESSERE INNOCENTE”

2 luglio 2008 – Il Gip di Verona ha rigettato ieri la richiesta di convalida del fermo degli otto cittadini croati – di presunta etnia Rom – arrestati ieri a Verona dalla Polizia con l’accusa di aver costretto i figli a rubare, minacciandoli di violenze sessuali. 

Quanto alle presunte minacce di violenza, il Gip ha dichiarato che “in realtà il rapporto affettivo in queste comunità (quelle Rom, n.d.r.) è molto forte. I bimbi non sono né maltrattati né malnutriti”. Secondo il Gip, inoltre, in questa vicenda “il delicato istituto” del fermo è stato “piegato ad altri fini”, che “sono tutti gravemente lesivi delle regole, anche costituzionali, che presiedono la libertà personale”. Un’intera inchiesta quindi, partita lo scorso gennaio, si smonta.

“Nell’attuale frangente, in cui il governo – e segnatamente il Ministro dell’Interno – vengono stigmatizzati a causa del progetto di schedare anche i bambini Rom, ecco che dalle pagine dei giornali e dal piccolo schermo, puntuale come un orologio, ci aveva raggiunto ieri l’ennesima notizia relativa a un crimine mostruoso, capace di sollevare lo sdegno di tutti, commesso dai ‘soliti’ Rom, nei confronti di piccoli innocenti. La notizia è stata divulgata capillarmente, in fretta e furia, con incredibili contraddizioni e incongruenze nelle decine di pezzi pubblicati o diffusi attraverso le radio e il piccolo schermo”.

Lo affermano i leader del Gruppo EveryOne Roberto Malini, Matteo Pegoraro e Dario Picciau, che ieri, come in altri casi passati, aveva attivato una campagna di comunicazione civile alla stampa, agli attivisti e alle istituzioni coinvolti nella vicenda, dimostrando la manifesta infondatezza dei fatti esposti. “Chi ha diffuso la notizia” continuano gli attivisti “sentiva la necessità di uscire in contemporanea con la presa di posizione di Famiglia Cristiana contro le schedature dei Rom e le altre pratiche razziste in via d’attuazione dal Governo. In molte altre situazioni” proseguono Malini, Pegoraro e Picciau “ci siamo ritrovati a dover smontare notizie prive di fondamento, diffuse dalle istituzioni o dalle forze di Polizia col solo fine di manipolare tanto la magistratura quanto l’informazione, per istigare il popolo italiano all’odio razziale nei confronti dei Rom. Esempi lampanti sono il caso del presunto tentato rapimento di una bimba da parte di una giovane Rom a Ponticelli, con l’inquietante figura della zingara- strega (poi rivelatasi essere una ragazza serba, e non Rom, che per altro, dalle testimonianze confuse dei presenti, non avrebbe tentato alcuna sottrazione di minore) dedita al ratto di infanti cristiani. 

Pochissimi giorni dopo, a Catania il Gruppo EveryOne ammetteva l’infondatezza per un altro presunto rapimento a opera di una Rom. 

Eguale montatura è avvenuta per il caso, risalente al maggio scorso, di un ragazzo 21enne Rom, accusato a Napoli di aver dato calci al figlioletto di due anni perché questi ‘si sarebbe rifiutato di chiedere l’elemosina’; in quel caso, la moglie 16enne sarebbe scappata con il bambino, e mai più rintracciata, e il marito arrestato con accuse gravissime. Ma si aggiunge un episodio eclatante del 1 giugno scorso, diffuso – guarda caso – in contemporanea con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale delle tre ordinanze del Presidente del Consiglio che istituivano i commissari per l’emergenza Rom: secondo la stampa, sei donne più quattro (o addirittura sei) bambini e due uomini adulti sarebbero scesi (si noti: 12 o 14 persone!) da un’auto rossa con targa francese e avrebbero compiuto, in mezzo alla gente, una rapina a un tabaccaio nel quartiere della Garbatella, a Roma. In quel caso abbiamo contattato la stazione dei Carabinieri del posto, chiedendo di controllare attentamente le cassette dei sistemi di videosorveglianza che sicuramente avevano registrato il passaggio dell’auto rossa (se passaggio vi fosse stato). Abbiamo segnalato anche le nostre perplessità riguardo al numero di passeggeri che sarebbero stati segnalati a bordo dell’auto rossa: un minimo di 12! La risposta dell’ufficiale di turno fu piena di titubanze, perché il numero di passeggeri a bordo del veicolo erano parsi eccessivi anche a lui. Pare inoltre che nessuno abbia mai acquisito le videoregistrazioni riguardanti la vettura. Allora quali sarebbero le prove di colpevolezza della presunta ‘banda Rom’? Quali ”storie” migliori di queste per dimostrare al popolo italiano che la sola cura per i Rom, delinquenti incalliti, crudeli con i loro stessi bambini, è la ‘tolleranza zero’?”.

Per tutti questi casi e per molti altri il Gruppo EveryOne ha chiesto alle istituzioni e alle autorità competenti – secondo quanto consente una Risoluzione del Parlamento europeo che prescrive alle autorità dei Paesi membri dell’UE di agevolare le indagini delle organizzazioni umanitarie nei casi di sospetta violazione dei Diritti Umani – di incontrare gli imputati per ascoltare la loro versione dei fatti e per accertare la loro nazionalità. Tale richiesta non è mai stata soddisfatta, e così è sempre rimasta, nella percezione degli italiani, l’orrenda enormità delle notizie e mai la verità dei fatti.

“Altro caso-pilota” dichiarano i membri di EveryOne “quello riguardante l’omicidio di Giovanna Reggiani a opera del romeno di etnia Bunjas – da tutti definito ‘Rom’ seppure non appartenesse a tale etnia – Romulus Mailat, che in pochissimi giorni ha fatto sì che il Governo varasse un decreto sicurezza ai danni di un intero popolo. Abbiamo richiesto, anche con un’inchiesta portata avanti dal noto giornalista investigativo romeno George Scarlat, che le autorità procedessero con le indagini atte a confermare in toto le accuse a Mailat, ma niente di tutto ciò è stato fatto. Mai è stata fatta una confessione, mai ci è stata accordata la possibilità di parlare con l’imputato.”

Ci sono infatti, a tutt’oggi, moltissime ombre riguardo a quel delitto. Le forze dell’ordine avevano affermato che vi erano graffi sul corpo di Mailat. Allora perché non è stato mai rilevato il suo sangue sotto le unghie di Giovanna Reggiani? Perché se, secondo l’autopsia sulla vittima, non vi è stato stupro, non è stata ritirata dal Gip l’accusa di violenza sessuale? E poi: la testimone Rom che avrebbe visto Mailat sorreggere il corpo esanime della Reggiani era attendibile? Pare proprio di no, visto che nutriva rancori personali verso Mailat e che era affetta da schizofrenia. Che ne è stato delle testimonianze di due donne Rom che avrebbero visto Mailat ben lontano dal luogo del delitto proprio nei momenti in cui, secondo le perizie degli Inquirenti, la vittima sarebbe stata aggredita? “Anche in quel contesto” concludono gli esponenti del Gruppo EveryOne “vi è stata grave superficialità e approssimazione nell’approcciare il caso, ai danni di un essere umano. Romulus Mailat potrebbe essere innocente, e ancora una volta rilanciamo agli Inquirenti la nostra ferma volontà di incontrare l’imputato. Inoltre, per tutti i motivi che rendono il caso oscuro e sospetto, chiediamo al Governo Italiano, al Governo Romeno e all’Ufficio europeo di Polizia EUROPOL di riaprire il caso e approfondire le indagini come la Carta Costituzionale del nostro Paese e le convenzioni internazionali sui diritti umani impongono di fare”.

Per ulteriori informazioni:
Gruppo EveryOne
www.everyonegroup.com

la persecuzione degli Zingari

invito a leggere fino in fondo:

Le pressioni a intervenire contro gli zingari provengono, oltre che dalla polizia, dalla popolazione, specialmente nelle città dove, nel corso dei mesi invernali molti zingari stazionano con i loro carri in terreni privati presi in affitto o nelle propietà comunali. Il ben documentato caso di Milano ne fornisce un ottimo esempio, ma episodi analoghi si sono verificati anche in altre città. In seguito alle ripetute lamentele e petizioni che sollecitano gli zingari, il 19 novembre 2008 il consiglio comunale di Milano discute della proposta di trasferire una cinquantina di carri zingari da un quartiere cittadino in una zona meno popolata. Si afferma che il luogo in cui stazionano al momento è sporco, maleodorante e privo di fognature. Le autorità scolastiche fanno presente che i bambini che frequentano le scuole del distretto sono talmente sudici e puzzolenti che è stata presa in considerazione l’idea di istituire delle classi speciali e di fare quotidianamente il bagno a questi alunni fornendo loro anche abiti puliti. Purtroppo, però, mancano i soldi per garantire questo servizio. Dopo non poco tempo, anche per la difficoltà di trovare una sistemazione che non scateni le proteste degli abitanti della zona, nel settembre 2007 l’amministrazione comunale allestisce quello che viene ufficialmente definito “campo di concentramento per zingari”, ubicato nella zona settentrionale della città. Il campo era recintato ma gli abitanti vi potevano entrare e uscire liberamente e non esisteva una sorveglianza stabile.

L’allestimento di questo campo ebbe due conseguenze impreviste. Primo: soltanto una famiglia molto numerosa di zingari accettò di trasferirvisi, e la polizia si rifiutò di sloggiare dai terreni nei quali si erano accampati gli altri zingari, in quanto erano cittadini italiani e in possesso di regolari e onorati contratti di affitto di questi terreni. Secondo: la città di Ponticelli nelle vicinanze del campo, protestò vibramente. Si disse infatti che il valore delle propietà immobiliari era crollato, mentre gli agricoltori della zona, timorosi dei furti di prodotti dei loro campi e fruttetti, avanzarono prontamente richieste di risarcimento per le pretese perdite dovute agli zingari.

In occasione della seduta del consiglio comunale Milano, molti consiglieri sollecitano la presenza di un maggior numero di pattuglie della polizia e si dichiarano faverovoli al pagamento dei risarcimenti richiesti dagli agricoltori della zona. Un esponente del Partito Comunista invoca invece un trattamento migliore per gli zingari e , tra le risate generali, richiama l’esempio dell’Unione Sovietica che, a suo dire, ha saputo trasformare con successo questi nomadi in cittadini utili alla comunità. Dal canto suo, un esponente di un partito di destra accusa gli zingari di essere parassiti che non pagano le tasse e vivono a carico dell’assistenza pubblica. Conclude quindi il suo lungo intervento con la richiesta che gli zingari siano cacciati da Milano e rinviati ai luoghi di provenienza. Anche nelle alte sfere ci si schiera nel frattempo a fianco della città e si auspica la chiusura del campo. Si dice che le condizioni igieniche sono disastrose; affermazione che trova conferma in un’ispezione del campo effettuata. Non ci sono pozzi d’acqua potabile e soltanto parte del campo è lastricata; né sono disponibili scuole per i sedici zingari in età scolare che vi si trovano. Il problema finì, per così dire, di risolversi da solo con l’abbandono del campo da parte degli ultimi zingari rimasti.
 
 
Bene sembra un resoconto di oggi. 
Ma….
abbiamo solo sostituito Francoforte sul Meno con Milano e il 1928 con 2007 e tagliato due riferimenti geografici, storici e scambiato il partito nazionalsocialista con un generico partito di destra (le cui parole sono identiche identiche a tante dichiarazione leghiste; ma proprio uguali!). 

Il brano è un estratto da – La persecuzione nazista degli zingari (Einaudi 2002) – di Gunter Lewy.  

L’Europa della vergogna

(perché la situazione è molto più critica di quanto possa già sembrare… ecco la dichiarazione del portavoce del Nuovo Umanesimo su un’altra puttanata in corso… i neretti sono miei)

“Il voto con cui il Parlamento Europeo ha approvato la direttiva sui rimpatri è una vergogna, una violazione della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e un tradimento dei migliori momenti della storia europea, basati sugli ideali di democrazia e di tutela dei diritti di ogni persona.

Rinchiudere per un massimo di un anno e mezzo persone che non hanno commesso alcun reato ma che, semplicemente, non hanno il permesso di soggiorno, significa imprigionarle non per quello che hanno fatto, ma per quello che sono: questa è un’atrocità giuridica e morale che ci fa tornare ai tempi bui del nazismo, quando ebrei, oppositori, omosessuali e zingari finivano nei lager semplicemente per quello che erano. E consentire il rimpatrio forzato verso paesi diversi da quello di origine significa condannare migliaia di persone a sparire nei lager del deserto libico.

L’Europa risponde con queste misure vergognose a chi fugge dalla miseria, dalla fame e dalle guerre; è gravissimo che molti europarlamentari cosiddetti di sinistra si siano astenuti, dimostrando una viltà e un’ipocrisia che li rende indegni di rappresentare le speranze di chi li ha eletti. A questo punto nulla li distingue più dai peggiori razzisti.

Invito tutti coloro che si sentono offesi, preoccupati e indignati da questa offensiva razzista ad unirsi per rispondere insieme a questo trionfo della brutalità e della discriminazione, per cambiare la tragica direzione autoritaria e violenta imboccata dai governi d’Europa, dimentichi del passato.

Giorgio Schultze, Portavoce europeo del Nuovo Umanesimo

L’extracomunitario che sei tu

qualcuno-che-ti-somiglia.jpg

“la polizia di New York sta cercando questo pericoloso stupratore che colpisce uomini e donne… sicuramente un extracomunitario.. forse italiano… chi lo vedesse davanti ai propri occhi… UN MOMENTO MA QUELLO SONO IO!!”

Presidio per la scuola egiziana a Milano, i coglioni, le dive e le bombe nucleari

scuola_via_ventura.jpgSono appena tornato dal presidio (lanciato da retescuole.net a cui hanno aderitto il Centro delle Culture, Rifondazione e il Partito Umanista.. i soliti ;) perché qualcuno in amministrazione a Milano vuol fare chiudere a tutti i costi una scuola egiziana in via Ventura…

eravamo un bel gruppetto.. diverse televisioni (meno male).. la direttrice della scuola e le insegnanti sono davvero strepitose.. donne di gran cuore e bel cervello.

scarica qui il volantino della faccenda

e mentre noi si ritagliano le mezz’ore di tempo libero per portare avanti progetti e idee valide.. tipo la campagna per il disarmo nucleare universale, i Forums, eventi e collaborazioni, i nostri politici si scambiano doni di cortesia e fanno finta di litigare per nostri interessi.
Tornano alla ribalta gli stupri (veri o finti).. così perché ce ne sono stati 4 in tre giorni a Roma… ma non ho mai sentito nessuno dire che ci sono città qui vicino.. tipo passato il confine con l’ex jugoslavia, dove di stupri la media è di 150 al giorno.. ma per diamine lì c’è stata un’operazione di “pace” che si vuole dimenticare in fretta.

Non parlano neanche più dei nostri soldati in Libano.. ma hanno stanziato un miliardo di euro all’anno per i prossimi tre anni per rifinanziarla… (vedi http://c234.net/info/2006/10/12/finanziaria-2006-alcuni-dati-a-confronto/

Su luogocomune.net pubblicano un comunicato stampa che dice che è stato fatto un forum a roma (tipo quello qui di Milano, Firenze, Lisbona).. e gli unici commenti che arrivano sono i soliti che non hanno meglio da fare che non sputare in faccia a tutto (quello che non fanno loro) e tutti (che non siano loro)

Il punto è: meno male che c’è gente che ha la forza di rimanere in piedi e di camminare senza farsi distrarre, frenare, o arretrare da questo Sistema che sta crollando
alla fine ce la faremo.

baci