Archivio articoli tag: Evo Morales

discorso di Evo Morales all’ONU

Giovedì, 12 Giugno 2008

sentite cosa dice il presidente della Bolivia, amico del Movimento Umanista e che si è definito lui stesso “nè di destra né di sinistra, bensì Umanista”, riguardo a come non spendere trilioni di dollari in armi ma nello sviluppo del pianeta:

Bolivia, il prossimo 10 agosto referendum sulla revoca del mandato a Morales

Martedì, 13 Maggio 2008

evo-morales.jpgAlla fine quello che le prefetture delle ricche regioni del Paese volevano si è avverato: il 10 agosto prossimo in Bolivia si terrà il referendum che potrebbe revocare il mandato presidenziale di Evo Morales. Era stato lo stesso Morales a chiedere nel dicembre scorso che la popolazione potesse decidere in completa autonomia le sorti del suo presidente. Al referendum che chiederà alla cittadinanza se è d’accordo o meno con il proseguimento del mandato di Morales, però, saranno sottomessi anche i prefetti delle regioni boliviane e il vicepresidente Garcia.
“Quello che chiedo al popolo boliviano – ha detto il presidente - è che ci giudichi e che orienti, per mezzo del voto, le differenze che esistono fra il governo nazionale e alcune autorità dei dipartimenti del Paese”. L’ex sindacalista cocalero ha aggiunto: “Sono molto contento perchè non ho nessuna paura del popolo. Anzi il popolo andando a votare al referendum avrà la possibilità di giudicare le autorità che egli stesso ha eletto. Il popolo ha il diritti di decidere sui propri rappresentanti”.

http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idart=11030

News da Russia, Bolivia e Universo

Martedì, 6 Maggio 2008

ti conforterebbe sapere che recentemente generali militari russi e cinesi stanno facendo riunioni per discutere come EVITARE una terza guerra mondiale?

intanto ieri Jan Tamas, militante umanista e portavoce della campagna contro le basi radar in Repubblica Ceca (se non hai ancora firmato www.nonviolence.cz ti tolgo il saluto!) è corso da Attigliano a Praga per rispondere ad un’importante intervista per la televisione russa Russia today (guarda il video e poi teniamoci in contatto)

brutte notizie dalla Bolivia: la regione dei supericchi Santa Cruz a passato un referendum con il quale chiedono una secessione (incostituzionale a detta della maggioranza politica mondiale).
ci sono molte forze che vogliono mettere in difficoltà il lavoro e la persona (loro lochiamano “la scimmia”) di Evo Morales, il primo presidente indigeno democraticamente eletto in una repubblica contemporanea.
Moales chiede aiuto anche a Lula (brasile) nel cercare di fermare la forte influenza degli Stati Uniti contro di lui.
vedi:
http://www.peacereporter.net/default_news.php?idn=49796
http://www.giannimina-latinoamerica.it/visualizzaNotizia.php?idnotizia=135
http://www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=0&idart=10954

e intanto l’Universo che dice?
che non è dal passato che possono arrivare progetti per il futuro.
il mondo sta cambiando così vorticosamente che l’unica cosa che oggi è importante è una profonda relazione emotiva tra gli esseri umani. avendo il coraggio di “perdere” un po’ dele proprie cose in favore del camminare assieme.

Buone nuove dalla Bolivia

Sabato, 3 Maggio 2008

mentre pomeriggio si presenta in Italia il libro “La fine della preistoria” di Thomas Hirsch, con l’eccellente prefazione di Evo Morales (il libro lo rovi in tutte le librerie Feltrinelli), ecco alcune buone nuove proprio dalla Bolivia:

BOLIVIA - 2/5/2008 11.09
ENERGIA: PROSEGUE IL PROGRAMMA DI NAZIONALIZZAZIONE

Proseguendo nell’obiettivo di “avere finalmente dei soci in affari e non dei padroni”, lo stato boliviano ha acquisito la maggioranza azionaria di quattro aziende petrolifere con partecipazione di capitali stranieri. Nell’annunciare la misura, il presidente Evo morales ha precisato che solo con una delle quattro aziende interessate è stato raggiunto un accordo: si tratta della Repsol che ha venduto il 50% più 1 delle azioni della società estrattiva Andina per un valore di 6,3 milioni di dollari. Per tutte le altre – la Chaco, controllata da British Petroleum, la Transredes, di proprietà della Shell, e la CLHB, società gestita da capitali peruviani e tedeschi - è stato quindi approvato un decreto per la nazionalizzazione.”Con questi contratti, la Bolivia recupera il controllo di 18 campi petroliferi e la YPFB (Yacimientos Petrolíferos Fiscales Bolivianos, la compagnia petrolifera di proprietà dello stato boliviano) sarà rappresentata al livello direttivo, nell’assemblea degli azionisti e nell’amministrazione” ha detto Carlos Villegas, ministro degli idrocarburi, specificando che l’operazione è costata circa 37 milioni di dollari. Il programma di nazionalizzazione delle fonti energetiche è stato avviata nel 2006 da Evo Morales. Nel discorso tenuto in occasione della festa dei lavoratori del primo maggio, inoltre, Morales ha comunicato che dopo un contenzioso durato più di anno anche la società telefonica Entel, di proprietà di Telecom Italia, passerà sotto il controllo dello stato boliviano.[CO]

In America Latina si muovono

Giovedì, 24 Aprile 2008

quanta disinformazione, amici miei, condizionano la vita di miliardi di persone.. compresa la nostra che ci fanno credere che in america latina sono tutti dittatori mentre qui tutti benefattori…

America Latina, patto a quattro contro l’emergenza alimentare

chavez_morales.jpgI presidenti di Bolivia, Nicaragua e Venezuela e il vice-presidente di Cuba hanno presentato un progetto congiunto per contrastare l’impatto dell’aumento dei prezzi dei beni alimentari sulle fasce povere della popolazione latinoamericana.

I quattro leader hanno elaborato anche una serie di programmi mirati a promuovere lo sviluppo dell’agricoltura nella regione. Il progetto, che costerà 100.000 dollari, è stato redatto nel corso di un incontro che si è tenuto a Caracas, durante il quale si sono accusati gli Stati Uniti per aver dato impulso ad una maggiore produzione di biocarburanti. I prezzi dei beni alimentari sono cresciuti a livello globale a causa dei costi supplementari della benzina e di una sempre maggiore domanda di cibo da parte di Cina e India. Gli aumenti, definiti dal World Food Programme “uno tsunami silenzioso”, hanno provocato proteste e rivolte in alcuni Paesi tra cui Haiti, Camerun e Indonesia. Tra i partecipanti al summit di Caracas, riuniti nel blocco commerciale anti-capitalista Alternativa Bolivariana per le Americhe (Alba), il Paese più colpito dalla crisi è Cuba, la cui economia alimentare dipende dalle importazioni.

articolo tratto da http://www.peacereporter.net

Un nuovo virus mortale in Bolivia?

Giovedì, 24 Aprile 2008

LA PAZ - Stato di allerta sanitaria lanciato dalle autorita’ boliviane in tutto il Paese in seguito alla scoperta di un nuovo virus mortale per gli esseri umani nel Chapare, regione centrale della Bolivia famosa per le piantagioni di coca. Il virus, conosciuto come ‘Chapare Arena Arenavirus’, si trasmette da un topo e causa una febbre emorragica. (Agr)

non loso.. ma proprio alla vigilia del più delicato momento democratico di questo paese doveva succedere una cosa del genere? proprio quando si stanno acutendo le tensioni e le grandi “destre” sono mesi he progettano il colpo di stato o la secessione delle aree più ricche?

sono troppo sospettoso?

APPOGGIO AD UNA BOLIVIA SOVRANA, SOLIDALE E NONVIOLENTA

Lunedì, 21 Aprile 2008

morales_hirsch.jpgIl popolo boliviano si appresta a pronunciarsi tramite un referendum nazionale sulla sua nuova Costituzione, approvandola o rifiutandola. Si tratta di una Costituzione che protegge i diritti umani e la liberta’ degli individui ed approfondisce la democrazia reale, stabilendo livelli di partecipazione ed autonomia che arrivano fino ai municipi e alle comunita’. Una Costituzione che riconosce le diverse nazioni dei popoli originari, discriminati e sfruttati per secoli e che, senza eliminare la proprieta’ privata, include il diritto delle comunita’ ad un’economia collettiva e recupera la sovranità della nazione sulle risorse naturali. Una Costituzione avanzata, che rifiuta la guerra come metodo di risoluzione dei conflitti. Una Costituzione umanista.
Evo Morales ha saputo portare avanti con intelligenza e coraggio un processo ammirevole, affrontando con la metodologia della nonviolenza la violenza del potere economico.
Tuttavia, i gruppi di destra radicali stanno forzando le cose per provocare una divisione del paese. Vogliono raggiungere i loro obiettivi con la malafede, passando al di sopra della democrazia, della legalita’ e con una totale irresponsabilita’ verso la vita dei loro simili. Vogliono recuperare i loro privilegi ed appropriarsi di risorse che sono di tutti. Chiamano autonomia quella che in realta’ e’ una secessione, una separazione della nazione, che ovviamente lascia il controllo della ricchezza nelle loro mani e la popolazione nell’abbandono.
I governi dell’America Latina hanno dimostrato una grande intelligenza nella risoluzione del recente conflitto tra Ecuador e Colombia e ultimamente anche nel dare priorita’ alla democrazia di ogni paese quando questa e’ stata in pericolo. E’ necessario che si pronuncino un’altra volta per appoggiare Evo Morales ed il referendum sulla nuova Costituzione.
E’ importante far sentire al popolo boliviano che i suoi fratelli latinoamericani ed i popoli di tutto il mondo lo stanno appoggiando e che non accetteranno una frammentazione dello stato boliviano.
I popoli devono dichiarare a gran voce che ormai non e’ piu’ possibile calpestarli, sottometterli o massacrarli, perche’ c’e’ una comunita’ latinoamericana e mondiale che non lo permettera’. Questa comunita’ non accettera’ che con pretesti interventisti, come quelli utilizzati in Iraq ed in tanti altri luoghi, si pretenda di fermare la democrazia quando non conviene piu’ agli interessi dei potenti.
Gli Stati Uniti devono capire che l’America Latina non sara’ piu’ un semplice oggetto della voracita’ dei loro commerci e delle loro convenienze geopolitiche. Dovranno comprendere che i suoi popoli devono essere trattati con rispetto, dando valore alla vita di ognuno, perche’ ogni persona e’ importante.
La risposta che le popolazioni e i governi daranno al popolo della Bolivia e’ molto importante. Se la secessione diventa una scelta valida, presto i gruppi economici violenti, a cui non piacciono i limiti posti dallo Stato, ricorreranno a questo metodo per disintegrare le nazioni. Quello che succedera’ in Bolivia non e’ indifferente, perche’ anche altri processi di liberazione messi in moto nella regione saranno toccati dal risultato del referendum sulla sua Costituzione.
In solidarieta’ col popolo boliviano noi umanisti del mondo facciamo appello alla comunita’ internazionale affinche’, con prese di posizione ed altre iniziative, induca i dirigenti che propugnano la divisione a rinunciare ai loro progetti sediziosi e a sedersi al tavolo del dialogo, avviando il processo tramite la via dell’unita’ e della pace, nella cornice della legalita’.
Sollecitiamo il vostro appoggio al governo boliviano e al suo presidente Evo Morales e chiediamo che non venga riconosciuto alcun referendum che metta in pericolo l’unita’ boliviana.

Tomas Hirsch
Portavoce dell’Umanesimo per l’America Latina

Giorgio Schultze
Portavoce del Nuovo Umanesimo in Europa

La democrazia in Bolivia è di nuovo in pericolo

Lunedì, 14 Aprile 2008

bolivia.jpegarriverò presto con i dettagli e il cosa fare.. intanto anticipo che tutta la riforma democratica e “umanista” che sta portando avanti Evo Morales è a rischio.

le destre e le multinazionali si stanno riorganizzando per far fuori il presidente più “scomodo” del pianeta. ma essendo lui (purtroppo per loro) nonviolento, non è facile da far fuori come fanno di solito.

intanto un forte appoggio a Evo Morales e a tutto il popolo boliviano.

Condanniamo energicamente la sanguinaria incursione militare del Governo Colombiano in territorio Ecuadoriano

Venerdì, 7 Marzo 2008

180px-tomas_hirsch.jpgAi popoli e ai Governi dell’America Latina

Condanniamo energicamente la sanguinaria incursione militare del Governo Colombiano in territorio Ecuadoriano.

Il processo di trasformazione dell’America Latina sta attraversando un momento critico. Oggi piu’ che mai e’ necessario accelerare i processi di unione politica, economica e culturale.

Abbiamo bisogno di pace per la trasformazione economica, il recupero delle risorse naturali e dei diritti politici dei popoli.
Abbiamo bisogno che il Venezuela, l’Ecuador, la Bolivia e il Nicaragua rafforzino e consolidino il processo di cambiamento. Come umanisti in America e nel mondo continueremo ad offrire il nostro appoggio con decisione.

Nello stesso modo diamo valore agli altri governi della regione con chiaro orientamento progressista e speriamo che approfondiscano questo orientamento nel loro processo di rifondazione, con un’ampia partecipazione popolare.
Non abbiamo bisogno di un linguaggio belligerante ne’ di avventure bellicose.

Il Presidente della Colombia, Alvaro Uribe, nell’allearsi strettamente con il Presidente Bush, non ha saputo portare la pace nel proprio paese e vuole esportare la logica di guerra nella regione. L’incursione armata di Uribe e la mattanza realizzata in territorio ecuadoriano e’ inaccettabile e deve essere sanzionata dalla comunita’ internazionale.

Ma questo conflitto che tenta di portare il governo nordamericano nella nostra regione non si risolvera’ con minacce di guerra ne’ con mobilitazioni di eserciti. L’Era Bush e’ giunta al termine ed e’ molto probabile che l’intelligenza e la sanita’ tornino anche nel nord america. Nel frattempo abbiamo bisogno di unita’, pace e pazienza, per rafforzare l’azione nonviolenta delle organizzazioni sociali, politiche e culturali della regione.

Oggi, quando l’integrazione nordamericana vuole avanzare sostenuta nei processi che hanno come leader Evo Morales, Hugo Chavez, Rafael Correa e Daniel Ortega, e’ necessario che le FARC abbandonino i piani di insorgenza armata, liberino tutti i sequestrati e comincino un cammino di pace e appoggio al processo di integrazione latinoamericano.
Di fronte alla minaccia generata ha maggior valore che mai la rivoluzionaria decisione del presidente Evo Morales di includere nella nuova costituzione il rifiuto della guerra per risolvere i conflitti. E’ arrivato il momento che questa decisione sia seguita da tutti i paesi della regione.

Come movimenti sociali del continente non possiamo sbagliarci in questo momento chiave della situazione attuale. Il percorso contro la violenza esercitata dalle istituzioni economiche e politiche del sistema non e’ la guerra e non e’ la violenza. La nostra azione e’ l’unita’ del movimento sociale latinoamericano per ridurre il potere del capitale e rafforzare le decisioni e la partecipazione dei popoli.

Tomas Hirsch
portavoce dell’Umanesimo per il latinoamerica, 4 marzo 2008

Evo Morales: non sono nè di destra nè di sinistra. SONO UMANISTA.

Martedì, 18 Dicembre 2007

www.terra2.tv

Evo Morales si dichiara umanista

Lunedì, 26 Novembre 2007

dal sito ufficiale del governo boliviano:

Morales se declara humanista
(La Paz 23 de noviembre, de 2007).- El Presidente boliviano, Evo Morales Ayama, se declaró esta noche humanista al servicio de la vida y de la humanidad.
“Un periodista me preguntó, eres derechista o izquierdista, yo le dije, jamás de la derecha y de la izquierda depende, porque en Bolivia hay algunos llamados izquierdistas que son instrumentos del imperialismo norteamericano. Finalmente, la respuesta ha sido soy humanista”, afirmó en oportunidad de inaugurar el II Foro Humanista Latinoamericano 2007.
En ese contexto, el presidente Morales felicitó a los organizadores de este evento, quienes hicieron posible un encuentro de todas las naciones latinoamericanas y otras naciones del mundo, para fortalecer la unidad, en defensa de la humanidad y la vida y el rechazo a la violencia.
“Era importante la presencia de las distintas naciones que comparten la lucha por la vida y la humanidad”, destacó.
El Primer Mandatario del país expresó su compromiso de continuar en su defensa de la vida, por lo cual, exhortó la participación de todos los humanistas, para impulsar una lucha de “revolución profunda”, con el fin de crear conciencia para valorar la humanidad de todas las personas.
Por ello, fue enfático al manifestar su rechazo a los conflictos armados, que en algunos países del mundo se promueve para generar la violencia contra la vida de muchas personas.
“Que bueno sería una revolución profunda se haga en base a la conciencia de los pueblos. (?) Por eso es importante movilizarnos para acabar con esta clase de conflictos, que todavía tenemos en algunos países, para que nuestros compañeros cambiemos esa mentalidad”,

http://www.presidencia.gov.bo/prensa/Noticias.asp?id=200711232&p=5

Inizia il Forum Umanista di La Paz con un discorso di Evo Morales

Sabato, 24 Novembre 2007

amici.. mentre continuo a pubblicare quotidianamente le foto di questo viaggio ( vedi qui ), scrivo qualche commento sulla giornata di ieri, apertura del Forum Umanista Latino americano a La Paz:

siamo partiti la mattina presto per andare a Tiwanaku, una delle più antiche città sacre del popolo indigeneo (che ricordo costituisce la maggiorpante della popolazione boliviana), risalente a 5.000 anni fa, contemporanea alle piramidi egizie.

Il popolo che ha costruito questa città non ha lasciato armi, era non violento, e aveva sviluppato notevolmente la scienza e la tecnologia.

Dopo un po’ di giri tra le rovine in ristrutturazione (fantastico vedere donne in costume tradizionale indigeno con la pala in mano) inizia la cerimonia di apertura.

Celebrata da uno sciamano e con la partecipazione de sindaco di Tiwanaku e di tutto il consiglio comunale, la cerimonia ci riconnette on la sacralità della terra (la grande madre) e con tutti i fratelli e sorelle che la abitano.

Poi il sindaco di Tiwanaku consegna la cittadinanza onoraria a Tomas Hirsch, a Giorgio Schultze e a Chris Wells (i poravoci dell’umanesimo di sudamerica, europa e nord-america), e poi a tutti gli umanisti presenti!

E’ stata una cosa incredibile! non tanto un riconoscimento tanto importante, quanto il sentir una sindaco di una città parlare di plitica, di società, di religione e di sacralità come se fossero un tutt’uno.

E’ seguito un uffizio (cerimonia umanista di connessione con il profondo) e credo di parlare a nome di tutti: ci sentivamo davvero a casa.

Poi siamo tornati a La Paz e l’apertura del Forum è continuata presso l’Università di Diritto Sociale.

Migliaia i partecipanti, moltissimi giovani, la maggior parte indigeni.

DOpo una prima parte di eventi musicali, sul palco salgono il rettore dell’università, un senatore, un premio nobel per la pace, ambasciatori, rappresentanti del Movimento Umanista nel latino-america.. e poi arriva, con gran putiferio, il presidente Evo Morales.

Dopo alcune introduzioni parla Tomas Hirsch per circa 40 minuti.. dà il “premio alla coerenza” (difficle trova ogni anno qualcuno a cu darlo, fa notare) a Evo, parla del “Virus di Altura” (quella cosa che prende praticamente tutti i politici che una volta al poere si dimenticano le proprie origini) e di come Evo è uno dei pochi casi di immunità.

Dopo di lui (con un cambio di programma perché dovevano parlare anche gli altri ma Evo ha chiesto in modo confidenziale se poteva parlare per un’ora), in diretta televisiva su due canali nazionali, prende la parola il presindente.

Ha iniziato il suo discorso di 45 mintui con:

“Mi chiedono se sono di destra o di sinistra. Io rispondo che non sono assolutamente di destra (putiferio), ma vedendo come si comporta la “sinistra” nel mondo.. non posso neanche dichiararmi di sinistra… io sono un Umanista”

Poi parla dei problemi del suo governo.. delle enormi difficiltà che stanno cercando di superare.. si compara a Salvator Allende, e del boicottaggio che sta subendo da parte delle aziende private.

Parla delel sue proposte, e di tenerlo informato sulel conclusioni di questo Forum di cui si mostra molto ineressato ed informato.

Mentre parla bisogna fare un certo sforzo per ricordarsi che sta parlando il presidente di una nazione, e non uno di noi.. o forse è proprio uno di noi che è diventato Presindente (come lui usa dire.. è ancora un rappresentante sindacale che per 4 anni fa il presidente)

Il forum si conclude con una grande commozione generale, e la senzazione di stare in qualcosa di unico nella storia.

Spero di poter presto pubblicare i video dei discorsi e far circolare il più possibile i dettagli di tutto quello che sta succedendo qui.

un abbraccio




NO allo Scudo Stellare