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Sull’Afghanistan

L’Afghanistan è un mondo extraterrestre.
Noi cresciuti nel mondo occidentale, retto da regole sociali, economiche, con gerarchie di controllo e organizzazione (che spesso fanno riferimenti a “luoghi” precisi, le capitali dei nostri paesi, e a personaggi che in un modo o nell’altro hanno una relazione biunivoca con il popolo) non credo potremmo mai comprendere un paese che è un paese solo perché vogliamo vederlo così.
Di fatto l’Afghanistan è un territorio ENORME, contenitore di tribù, che nessuno nella storia, a parte Alessandro Magno, è riuscito ad attraversare (andando in India, e riuscì anche a tornare indietro)

Chiunque altro ha fallito (da Napoleone ai Russi).
I militari americani con i loro alleati occidentali, che da 8 anni stanno cercando di militarizzare quel territorio e imporre a suon di bombe a quelle mille tribù un’organizzazione come la nostra, stanno facendo non solo dei danni enormi agli afghani, ma anche a noi stessi, perché oltre a violentare la vita di milioni di afghani hanno amplificato il pericolo per le nostre vite.. a meno che buttiamo là qualche bella atomica per sedare definitivamente ogni possibilità di reazione.

Dobbiamo metterci il cuore in pace che esistono altre forme di pensiero, di organizzazione, di relazioni.
Da umanista definisco violenza: l’imporre le proprie credenze agli altri.
In Afghanistan abbiamo fallito ad andarci e falliremo, sempre, a restarci.
Quindi?
La mia posizione dei confronti dell’Afghanistan è sempre stata e sempre sarà: dobbiamo andarcene tutti e subito, chiedendo scusa. chissà forse quella gente dale tradizioni millenarie, origine di ogni religione, sarà capace di perdonarci.

PS: chi crede alle storie che là sono (erano) tutti terroristi, spacciatori, violentatori di donne, e che siamo DOVUTI andare ad aiutarli a democraticizzarsi, per piacere prima si informi un po’ meglio e mediti sull’origine delle proprie credenze. Parliamone quando avrete degli elementi che non siano i telegiornali o i comunicati stampa dei presidenti di turno.

Solidarietà ad Emergency

conosco la realtà di Emergency e quella delle guerre da troppi anni. Non ci casco come un allocco.
certo.. ormai sentenze di senatori che dichiarano che “Emergency è un danno per l’Italia…” hanno fatto il giro del mondo.
solo questa dichiarazione è un attacco mediatico ad una delle forse ultime realtà umanitarie non governative e non militari italiane presenti sui campi di guerra (perchè di guerra si tratta, per chi non lo sapesse) dove ci sono al momento 3000 nostri soldati (che ci costano 2.000.000 di euro al giorno.. così giusto per ricordarlo).

Non posso che dare la mia solidarietà ai 3 medici arrestati, sperando che vengano trattati in modo onesto e con dignità.
Personalmente non credo molto nei progetti “umanitari”, soprattutto se apolitici. Li vedo molto come dei tentativi di mettere cerottini ad un corpo in decomposizione, mentre si lasciano menti (malate) a continuare a fare quello che vogliono.

Se non sai cosa sta succedendo in Iraq/Afganistan/Iran .. informati..questo libro “Perchè ci odiano” di Paolo Barnard è un ottimo punto di partenza.

Assassinio collaterale

non credo ci sia bisogno di commenti

Sono molto. molto. ma molto preoccupato.

La guerra in atto a Gaza potebbe essere una scintilla fatale.

Negli ultimi anni si è costruito un gran fienile pronto a prendere fuoco tutto intorno alla questione medio-orientale / mussulmana / araba.

C’è dentro di tutto: dal controllo dell’economia mondiale, ai problemi di integrazioene religiosa.

Israele sono anni che si preparava a questo momento. C’è da chiedersi che accordi abbiano preso con la (davvero “ex” ?) amministrazione USA e le potenze europee, che di fatto stanno tutti sul davanzale a guardare.

La “grande” preoccupazione mi arriva ricordando le parole di Joe Biden (vice di Obama) quando a settembre scorso si lasciò sfuggire un “a inizio gennaio Obama dovrà confrontarsi con una crisi enorme…”

Non vado oltre nella speculazione, sperando che l’intelligenza e l’energia di milioni di persone si direzioni verso http://www.marciamondiale.org

Striscia di Gaza: L’irrazionale logica della Guerra

27 dicembre 2008

I recenti bombardamenti da parte di Israele nella striscia di Gaza, stanno commuovendo il mondo intero, in primo luogo per la quantità di vittime, in secondo luogo per le conseguenze che può dare un escalation bellica, in un mondo che si trova sull’orlo di un disastro nucleare.

 

La pretesa da parte di Israele, di giustificare questo sanguinoso bombardamento, come parte di una lotta contro gli attacchi di Hamas, non è altro che un nuovo tentativo di voler rendere valido un massacro, per mezzo dell’ipocrita e irrazionale argomento con il quale i prepotenti guerrafondai stanno portando il mondo verso l’ecatombe.

Bisogna ricordare ancora una volta che la crescita del terrorismo negli ultimi tempi è stata in buona parte una conseguenza e una risposta, violenta e anche irrazionale, nel quadro di una spirale di abusi da parte delle potenze belliche verso nazioni più deboli. In questo contesto, pretendere di differenziare la violenza degli eserciti formali, che opprimono e massacrano popoli interi, dalla violenza terroristica che semina morte e orrore, come se la prima fosse legale ed ammissibile e la seconda illegale e riprovevole, fa parte della grande ipocrisia della politica internazionale.

Nel minuscolo territorio della striscia di Gaza vivono, o tentano di sopravvivere, più di un milione e mezzo di palestinesi, cercando di lavorare per quanto possono nella stessa Israele, e sussistendo grazie agli “aiuti umanitari” della ONU. Il recente blocco da parte di Israele, con il pretesto di considerarlo territorio ostile perché ospita il terrorismo di Hamas, ha mostrato fino a che punto si cerca di mantenere questa popolazione sotto un permanente ricatto tra premi e castighi. In questa situazione, non ci dobbiamo sorprendere quindi dell’appoggio che i violenti possono avere tra la popolazione. 

È bene ricordare anche che la Striscia di Gaza è un territorio che apparteneva all’Egitto, e che Israele ha occupato 40 anni fa, fino a che recentemente è passata a formare parte del territorio controllato dalle Autorità Nazionali Palestinesi. Questa forma di procedere, di invadere territori, sia per installarsi definitivamente, che per poi negoziare lente ritirate in cambio di mantenere il controllo e il potere in qualche forma, è la stessa cosa che fanno gli USA e i suoi alleati per disciplinare il mondo e gestire le sue risorse naturali.

Non bisogna sorprendersi allora, che di fronte a tali prepotenti azioni, sorgano reazioni ogni volta più mostruose, per i quali a loro volta i potenti cercano di giustificare l’aumento della loro arroganza, alimentando il circolo vizioso della violenza che ci può portare rapidamente ad una catastrofe nucleare, visto che la maggior parte degli attori dei conflitti vigenti nel mondo sono potenze nucleari. E non si deve dimenticare che l’attuale crisi economica internazionale fa diventare più pericoloso l’arrogante, che può trovare nella guerra una “soluzione politica” di una situazione che è uscita dal suo controllo.

Di sicuro tutti i conflitti del mondo potrebbero essere risolti pacificamente, a condizione che si avanzi verso la concezione di una Nazione Umana Universale, nella quale tutti i paesi si occupino di assicurare che ogni popolo possa svilupparsi, ed abbia un territorio dove lavorare in pace, senza pressioni o ricatti. Bisogna comprendere anche che l’intolleranza culturale e religiosa sono forme di violenza a partire da cui si suole giustificare, con logica irrazionale, le escalation di violenza fisica. Molte cose si dovranno fare perché i popoli  prendano coscienza che in un mondo di intolleranza e di ingiustizia, nessuno potrà vivere in pace. Ma in questa presa di coscienza bisogna iniziare dalle cose più urgenti: decomprimere le situazioni di estrema tensione, e disarticolare i fattori di pressione e ricatto.

Per questo, è fondamentale e prioritario che in tutto il mondo, le forze d’invasione si ritirino dai territori occupati, e che si inizi subito il disarmo nucleare.

In questo caso particolare, non solamente Israele dovrebbe smettere di attaccare immediatamente il popolo di Gaza, ma in più dovrebbe rivalutare la sua politica intransigente e oppressiva verso il popolo palestinese. Il popolo palestinese, a sua volta dovrebbe prendere coscienza che è necessario cercare una soluzione attraverso alleanze di pace con altri popoli del mondo, e smettere di credere nell’ostinazione suicida dei violenti.

Guillermo Sullings , Portavoce dell’Umanesimo in Argentina

La nonviolenza in Iraq

 

Quando si sente parlare di Iraq, arrivano sempre notizie, di guerra e morti, l’ultimo l’attacco degli Americani in territorio Siriano, che ha creato un grosso casino con i Paesi Arabi, anche perche’ sono stati uccisi civili inermi. La violenza non cessa ma anzi gli invasori sembrano propensi a fare sempre piu’ casini.

Ma questa che seguira’ e’ un’altra notizia. Una notizia diversa in una terra martoriata dalla guerra.

E’ iniziata la Settimana Irachena della Nonviolenza 2008

Nei giorni 11 e 12 ottobre 2008 sono iniziate in Iraq le attivita’ della Settimana Irachena della Nonviolenza organizzate dal movimento LaOnf, mentre purtroppo la violenza della guerra e del terrorismo si acutizza nel Nord del paese. Una settimana di attivita’ in tutto il Paese in favore della nonviolenza. Ecco dove leggere tutta la notizia qui

fonte Peacelink

E’ iniziata la guerra con la Siria?

WASHINGTON – Nessun commento, per ora, dal Pentagono e dal comando americano a Bagdad sull’attacco aereo in territorio siriano, condotto, secondo fonti di Damasco, da elicotteri statunitensi. Nel raid sono morte nove persone. Secondo fonti del network Nbc a Bagdad gli elicotteri impiegati nell’operazione, partiti dall’Iraq, sono stati quattro. (Agr)

questa piccola news mi fa rabbrividire.. si sa che negli ultimi mesi sono già avvenute diverse faccende poco chiare. .tra iran e siria… ma qui comincia a trapelare qualcosa di “ufficiale”…

incrociamo le dita che la caduta dell’altra metà del mondo (dopo il crollo dell’impero sovietico) avvenga anch’essa senza violenza

La terza bomba atomica

da anni gira la voce che in Iraq sono state sperimentate “piccole” bombe atomiche (a detta degli esperti per poter penetrare in profondità sottoterra.. proprio dove si nasconde Bin Laden e i vermoni del deserto Persiano)

il nuovo documentario dai RaiNews24 (lo ricordiamo per tutti i vari speciali video sulle armi al fosforo a Fallujia e sull’uso di armi ad energia (laser e microonde, vedi il famoso “Guerre Stellari” che qui ho riportato diverse volte) parla di una possibile deflagrazione nucleare a Bassora alla fine della guerra del 1991.

riporto qui due articoli (ringraziamo PeaceLink e PeaceReporter) ciao

ps: ci vediamo settimana prossima al Forum?

 
dal sito di Peacelink:
Conferenza stampa di presentazione dell’inchiesta di RaiNews24

L’accusa del veterano: La terza bomba nucleare

Mercoledi 8 Ottobre alle ore 11 alla Federazione Nazionale della Stampa, in Corso Vittorio Emanuele II n.349, Roma
Maurizio Torrealta
Fonte: RaiNews24

Nell’inchiesta un veterano americano che ha partecipato a “Desert Storm” , accusa l’Amministrazione americana di aver utilizzato una piccola bomba nucleare a penetrazione di 5 chilotoni di potenza nella zona tra la città irachena di Basra ed il confine con l’ Iran. Per controllare queste dichiarazioni Rainews24 ha cercato di verificare se durante la prima guerra del Golfo era stato registrato un evento sismico pari a 5 chilotoni. Consultando l’archivio “on line” del “Seismological International Centre” ha trovato che proprio nella zona descritta dal veterano, era stato registrato un evento sismico di potenza corrispondente a 5 chilotoni, l’ultimo giorno del conflitto.

Anche se non è una prova dirimente e definitiva – potrebbe infatti anche trattarsi di una coincidenza – la redazione ha deciso di trasmettere questa intervista perché la situazione sanitaria a Basra ha raggiunto livelli di pericolosità davvero critici: i decessi annuali per tumore, secondo il responsabile del reparto oncologico dell’ ospedale di Basra, Dott. Jawad Al Ali, sono aumentati da 32 nel 1989 (prima della guerra del Golfo) a più di 600 nel 2002.

Il Dipartimento della Difesa statunitense chiamato ad esprimersi sulle accuse del veterano ha dichiarato che durante “Desert Storm” sono state utilizzate solo armi convenzionali.

L’inchiesta verrà proiettata in anteprima durante la conferenza stampa e l’ autore risponderà alle domande dei colleghi e del pubblico .

 
dal sito di PeaceReporter:

Un’altra Hiroshima?

Torrealta, di RaiNews24, presenta l’anteprima di un’intervista a un veterano Usa che denuncia: usammo l’atomica in Iraq nel 1991

”Di giornali italiani ce n’erano pochissimi, ma c’erano colleghi iraniani, russi, giapponesi, spagnoli. Fa riflettere”. Maurizio Torrealta diRaiNews24 ha presentato oggi, in anteprima, l’ultima inchiesta che apre uno scenario inquietante. Gli Stati Uniti, durante la guerra del Golfo nel 1991, per la precisione l’ultimo giorno del conflitto, avrebbero sganciato nei pressi di Bassora, nell’Iraq meridionale, una testata atomica della potenza di cinque kilotoni.
bassora bombardataUn fantasma ingombrante. Per intenderci, quella sganciata su Nagasaki nel 1945 era di una potenza di ventidue chilotoni, quindi si tratta di una ‘testata nucleare piccola’. Ma questo non rende meno grave quello che sarebbe accaduto. ”Un intervento su sito canadese di un veterano statunitense, trovato in internet, ha dato avvio all’inchiesta”, racconta Torrealta. ”Raccontava di un ordigno atomico sganciato nei pressi di Bassora, vicino al confine con l’Iran, durante l’operazione chiamataDesert Storm (l’attacco all’Iraq guidato dagli Usa nel 1991, dopo l’invasione del Kuwait da parte delle truppe di Saddam ndr)Da quel momento ci siamo attivati e siamo riusciti a entrare in contatto con il veterano Usa. Abbiamo lavorato un anno per convincerlo a farsi intervistare in video e a raccontare la sua storia, cha ha confermato punto per punto. Allora abbiamo incrociato le sue dichiarazioni con le rilevazioni del Seismological International Center (struttura non governativa tedesca che monitora gli eventi sismici del mondo ndr).Potrebbe essere solo una coincidenza, ma nello stesso giorno i sismografi hanno registrato un’attività pari a quella che potrebbe scatenare una bomba del genere nella stessa zona della denuncia del veterano Usa”.
Questo potrebbe risolvere ogni dubbio? ”La prova definitiva sarebbe data dalla registrazione delle onde dell’evento sismico, per capire se sono di superficie o di profondità”, risponde il giornalista di RaiNews24,”perché in quel caso il dubbio si risolverebbe, in quanto se fossero di superficie è ovvio che non si sarebbe trattato di un terremoto”. Sembrerebbe un fatto semplice, ma non è così. ”Per fare questa verifica serve la collaborazione di diversi centri sismici, nove in tutto il mondo, che hanno registrato l’evento sismico. L’argomento è delicato, e scatena fantasmi particolari. Noi apriamo il nostro lavoro a tutti, invitando chiunque abbia informazioni in questo senso a collaborare con noi, per accertare la verità”.
bomba atomicaUn’altra rappresaglia?Un altro elemento importante che supporterebbe questa tesi è che, come spiega il giornalista, ”il tasso di mortalità annua, a Bassora, è passato da 32 nel 1989 a più di 600 nel 2002”. 
Pare un lavoro complesso, ma che con la buona volontà necessaria si potrebbe realizzare. ”Si, anche perché oggi abbiamo presentato solo un’anteprima di un’intervista molto più lunga. Il militare Usa racconta un sacco di cose che vanno verificate”, spiega Torrealta, ”ma che non devono essere ignorate. Lui, ad esempio, sostiene che tra il 1 e il 3 marzo 2002, in Afghanistan, è stato utilizzato un ordigno simile. Una dichiarazione che non può restare senza una verifica e che chiama tutti a indagini accurate, a lavorare insieme, con le competenze necessarie. Sarebbe gravissimo se, nel silenzio più assoluto, fosse stata utilizzata un’arma atomica. La radioattività lascia traccia”. 
Un dubbio pesante come un macigno, ma perché da un punto di vista tattico o strategico gli Usa avrebbero sganciato una bomba atomica l’ultimo giorno del conflitto, ormai vinto? Perché lo avrebbero fatto contro quegli sciiti che, prima di essere abbandonati a loro stessi, si erano sollevati contro Saddam aiutando le truppe della Coalizione?
”Per noi la priorità era verificare se quello che il militare raccontava fosse vero”, risponde Torrealta, ”poi sul perché una scelta di questo tipo possa essere stata fatta non mi pronuncio. Abbiamo fatto solo delle ipotesi. Due giorni prima della fine del conflitto, un missile Scudaveva colpito una base Usa uccidendo ventotto militari statunitensi. L’amministrazione di Bush padre aveva da sempre dichiarato che avrebbero utilizzato l’atomica se fossero stati attaccati con armi chimiche o batteriologiche. Ma tutta la questione dell’uso dell’atomica, in quel conflitto, era ambigua. L’allora Segretario di Stato Usa James Baker III, sulla questione, aveva coniato la ‘dottrina dell’ambiguità calcolata’: non si negava e non si confermava l’eventuale uso di armi atomiche. Non sarebbe neanche l’unica rappresaglia per l’attacco alla base Usa, visto che il giorno dopo venne attaccato un convoglio in fuga dal Kuwait. E fu una strage”.

Progressione atomica

 ho letto stamani un articolo sul Sole 24 ore (eccolo qui) che descrive molto bene l’attuale situazione degli armamenti atomici nel mondo, e di come si stanno un po’ complicando le cose dopo le ultime vicende in Georgia.. e senza ancora considerare le recentissime vicende latinoamericane!

Non sapevo che Israele avesse dichiarato che l’anno prossimo bombarderà i siti nucleari iraniani se falliranno le soluzioni diplomatiche.. indagherò…

Non so cosa ne pensi, ma io credo che sia importante dare un segnale forte e chiaro di rifiuto di questa preistoria. La violenza cresce ogni giorno di più, in tutti i campi.

La maggior parte della gente se ne sta zitta per godersi il proprio orticello (se ce l’ha) o per paura di peggiori ripercussioni, oppure semplicemente perché non vede e non sa.

E’ ora il momento per tutti gli umanisti del mondo di avanzare con forza e risoluzione nel dare voce e spazio alla nonviolenza e al buonsenso, a smascherare l’ipocrisia delle istituzioni e la disinformazione dei media, a mostrare l’enorme potenziale dell’essere umano di trasformare la propria realtà e l’ambiante che vive.

Molti eventi si stanno organizzando per il 2 ottobre (giornata mondiale della nonviolenza) e per il forum europeo del 17/18/19 ottobre a milano “La Forza della Nonviolenza”

Che la preistoria disavanzi!

manovre militari-economiche in atto

notizia di poche ore fa: La principale Borsa merci del mondo, il Chicago Mercantile Exchange (Cme), ha completato l’acquisizione della newyorchese Nymex, per 8,2 miliardi di dollari. Cme controllera’, dunque, il 98% delle contrattazioni dei mercati futures su petrolio e materie prime che si svolgeranno negli Stati Uniti. (Agr).

dall’altra parte del mondo, con la firma definitiva dell’accordo tra la Polonia e gli USA per lo stanziamento di una decina di bei missili che insieme alla base radar in Repubblica Ceca formeranno il famoso “Scudo Spaziale”, si stanno mettendo le basi per la prossima guerra fredda.

cosa c’è dietro tutto questo? innanzitutto business.

la Reuters annuncia che sarà la Boeing Corporation (guarda caso di base a Chicago) a fornire i missili.

il valore dell’appalto non è ben definito, ma è sicuramente alto. molto alto (l’unità di misura è il miliardo di dollari). 

a suo tempo abbiamo annunciato quanto la nostra italianissima Finmeccanica fosse compromessa con il progetto, dopo aver acquistato per 4 miliardi di dollari la più grande software house militare americana, in tempo per diventare fornitore officiale del progetto scudo spaziale.

diverse persone molto attente sono estremamente preoccupate dello scenario attuale.

tutto può succedere, in bene ma anche in male.

auguro che non si raggiungano anticipatamente delle situazioni limite incontrollabili… sebbene gli indicatori ci siano tutti

Conflitto (Конфликт)

non credo che questo video necessiti altro che non essere guardato e diffuso. è stato realizzato in Russia nel 1984.

L’Iran distruggerà l’universo!

Amhadinejad rinnova le minacce contro gli Stati Uniti e Israele,
poi chiude il suo negozio di kebab
e torna a casa

ecco il commento di Luttazzi che ben si sposa alla questione foto taroccate.

in anteprima mondiale posso mostrarvi la sequenza di foto di cosa è successo veramente: dopo l’arrivo di Godzilla non si hanno più notizie dall’Iran… era forse questa l’arma segreta di distruzione dell’universo?

Chiedo di meditare seriamente sulla questione, magari dopo aver letto Internazionale ora in edicola (con un bel dossier sulla possibile guerra all’Iran prima della scadenza del mandato di Bush)
quello che è successo col taroccamento è soprattutto che per 4 giorni non s’è parlato d’altro che non dell’Iran e del suo fare il tutto il possibile per inimicarsi e quindi distruggere il mondo…

e vai con lo scudo spaziale! (avete notato che la foto taroccata è uscita pochi giorni dopo la firma tra gli USA e Praga per la sua costruzione?)

per chi è interessato a liberarsi alla forza della disinformazione e manipolazione mediatica effettuata ad hoc dai migliori strateghi della comunicazione, un consiglio: NON GUARDATE PIU’ LA TV! SOPRATTUTTO DA SOLI! SPEGNETELA!

(il modo migliore è romperla così non si è più tentati.. anzi così si va dagli amici a vederla in compagnia)

baci in questa giornata che promette tuoni e fulmini e in cui devo lavorare per pagarmi la pensione…

21 giugno 2008: un gran bel giorno

oggi sono esattamente 35 giri intorno al sole!

un nulla, in confronto alle dimensioni dell’Universo, un’infinità dal punto di vista di una farfalla.

sono probabilmente a metà strada.. anche se credo che quello che farò nei prossimi 30 anni sarà molto più potente, e meglio direzionato, rispetto a quello che ho fatto nei primi 30.

mi sento molto l’aver “preparato le basi e la direzione”.

tra l’altro oggi cade proprio al centro di una situazione mondiale davvero preoccupante… perchè se sbagliamo le prossime (e sbagliare vuol dire anche non fare nulla per evitare che altri facciano mosse sbagliate) la cosa diventa tragica per tutti.

le notizie di ieri sulle prove di attacco all’Iran mi hanno un po’ rovinato il sonno… internamente so che sta per succedere, ma la speranza che gli vada male è sempre viva!

consiglio veramente di cuore di andare a vedersi il film “Quando soffia il vento”, del 1986, che dipinge in modo superbo l’ingenuità con cui ci preoccupiamo delle tende di casa se sono sporche quando stanno cadendo bombe atomiche.

un vento di ottimismo comunque mi rallegra sempre: mai come negli ultimi 6 mesi ho avvertito l’alzarsi della frequenza della gente, con inizio di gaudio collettivo!

a luglio scriverò una sintesi di questi ultimi 12 mesi, e racconterò meglio cosa si farà nei prossimi 16.

intanto un abbraccio a tutti gli amici e a tutti i lettori (che scopro sono sempre di più!) di questo piccolo blog.
rimango in attesa che le formiche si mettano d’accordo e che spostino l’elefante!!! ;)

Europe for Peace: un video da riguardare

abbi 10 minuti per rivedere questo video. poi accendi un telegiornale e guarda un po’ avanti il futuro.

Francesco Sarcina delle Vibrazioni appoggia la Campagna

presto arriva l’intervista completa.
non perdetevi il concerto (gratuito!) delle Vibrazioni in Piazza Duomo a Milano mercoledì 11 giugno.
ne vedrete delle belle ;)

www.nonviolenza.net