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Appuntamento nazionale: I POPOLI DEL MONDO A FIANCO DELLA CAUSA PALESTINESE

giro queste info per chi ha gambe cuore e cervello
GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE

MANIFESTAZIONE A MILANO
PIAZZA SAN BABILA – ORE 17,30

GUAI AI VINTI O GUAI AI TAGLIAGOLE ISRAELIANI?
I POPOLI DEL MONDO A FIANCO DELLA CAUSA PALESTINESE

Invitiamo tutte e tutti a partecipare alle manifestazioni di domani venerdì 4 giugno, in primo luogo quella nazionale a Roma. Contro il recente crimine israeliano e per la pace in Palestina e la fine del vergognoso e disumano embargo di Gaza, a fianco della Freedom Flotilla. Qui sotto l’appuntamento di Milano.
Inoltre vi facciamo avere la dichiarazione del Presidente Hugo Chavez, pervenutaci dal Consolato Generale del Venezuela di Milano e, in allegato, l’appello diramato dalla rete mondiale di intellettuali e artisti In difesa dell’Umanità, della quale l’Associazione Culturale Punto Rosso fa parte.
A oggi hanno già firmato l’appello migliaia di intellettuali e artisti da tutto il mondo (a cominciare da Eduardo Galeano, Adolfo Perez Esquivel, Ignacio Ramonet, Samir Amin, François Houtart, Enrique Dussel ecc.).

A FIANCO DELLA FREEDOM FLOTILLA
SCENDIAMO IN PIAZZA CONTRO I CRIMINI ISRAELIANI

All’alba del 31 maggio la Marina militare israeliana ha attaccato in acque internazionali le navi della Freedom Flotilla che, con 10.000 tonnellate di aiuti umanitari e circa 700 attivisti internazionali a bordo, si dirigevano verso le coste di Gaza. L’assalto ha provocato una strage tra gli internazionali, decine di feriti e il sequestro degli attivisti; a diverse ore dall’attacco non si hanno ancora notizie sulle loro condizioni, se non che sono ancora rinchiusi nelle prigioni israeliane del deserto del Neghev.
Con l’arrembaggio delle navi della Freedom Flotilla, cariche di civili, armati unicamente della loro solidarietà alla popolazione palestinese di Gaza da tre anni sotto embargo, Israele ha compiuto un vero e proprio atto di pirateria e di palese violazione del diritto internazionale. Come durante l’operazione Piombo Fuso, che a cavallo tra il 2008 e il 2009 ha provocato l’uccisione di oltre 1.400 palestinesi di Gaza e il ferimento di oltre 5.000, lo Stato di Israele continua a ritenersi sollevato da ogni regola del diritto internazionale, fino a compiere atti di terrorismo di Stato come quello che ha violentemente bloccato le imbarcazioni della Freedom Flotilla.
Nel nostro paese, come in tutto il mondo, tante manifestazioni hanno espresso una determinata protesta contro l’arroganza e la violenza militare israeliana e contro l’atteggiamento di una comunità internazionale che continua a rendersi complice garantendo l’impunità ai crimini di un paese ancora una volta immune da atti concreti di condanna delle sue politiche. Continueremo a scendere in piazza e invitiamo alla mobilitazione in tutte le città italiane finché tutti gli attivisti internazionali sequestrati da Israele non saranno liberati.

Israele non può rimanere impunita
Basta con il blocco di Gaza
Basta con l’occupazione

Comunità palestinese della Lombardia; Associazione dei palestinesi in Italia;
Reti milanesi di solidarietà con la Palestina

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Repubblica Bolivariana del Venezuela

Ministero del Potere Popolare per le Relazioni Internazionali

Comunicato

Il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, il Comandante Hugo Chávez, condanna energicamente il brutale massacro commesso dallo Stato d’Israele contro i membri della Flotta della Libertà, come risultato dell’azione di guerra intrapresa dall’esercito israeliano contro civili indifesi, che volevano portare aiuti umanitari al popolo palestinese di Gaza, soggetto al blocco criminale imposto dallo Stato d’Israele.

Il Presidente Hugo Chávez, a nome del suo governo e del popolo venezuelano, esprime la sua profonda afflizione e fa le sue più sentite condoglianze ai famigliari e ai parenti degli eroi che sono state vittime di questo crimine di Stato, impegnandosi a onorare la loro memoria e ad assicurare l’aiuto necessario perché i responsabili di questi crimini siano severamente puniti.

Il Governo Rivoluzionario del Venezuela continuerà a denunciare la natura terroristica e criminale del governo di Israele, e reitererà, oggi più che mai, il suo coinvolgimento irremovibile con la lotta del Popolo Palestinese per la libertà, la sovranità nazionale e la dignità.

Caracas, 31 maggio 2010

Israele ammazza civili per politica.

Non posso tacere su quello che considero uno dei più grandi pericoli per l’umanità. Il giornalista Paolo Barnard parla meglio di me, o quindi lo cito pari pari. So di essere malvisto da non pochi, ma non me ne frega niente. La complicità con i violenti o il disinteressamento sono altrettanto ripugnanti.

E’ politica di Stato in Israele dal 1948 (e prima col Sionismo) ammazzare i civili. Non sono “tragici errori”, non “danni collaterali”, non c’è alcun “rammarico per l’accaduto”. Ammazzare civili è ciò su cui Israele è nata con la pulizia etnica della Palestina, ed è ciò su cui sopravvive.

A questo si aggiunge l’impunità totale di cui Israele gode grazie al fatto di essere la base militare americana più grande del pianeta, e solo marginalmente al fatto di essere Stato ebraico discendente dall’Olocausto.

Unendo la politica congenita di Israele di ammazzare i civili con la sua assoluta impunità si ottiene precisamente ciò che è accaduto sulla Gaza Freedom Flotilla.

Nel gennaio del 1948, i padri fondatori d’Israele Yigal Allon e Ben Gurion dichiaravano che “C’è bisogno di una reazione brutale. Dobbiamo essere precisi su chi colpiamo, se accusiamo una famiglia palestinese dobbiamo colpirli senza pietà, donne e bambini inclusi… non dobbiamo distinguere fra colpevoli e innocenti”. Nel 1978, il Capo di Stato Maggiore dell’esercito d’Israele, Mordechai Gur, dichiarò all’analista militare israeliano Ze’ev Schiff che “Per 30 anni abbiamo combattuto una guerra contro civili che vivono in villaggi… abbiamo colpito civili consciamente perché se lo meritano… il nostro esercito non ha mai fatto distinzione fra target militari e civili, ma ha attaccato di proposito target civili”. Nel 2000, Dan Halutz, che sarà Capo di Stato Maggiore dell’esercito di Tel Aviv, dopo un attacco aereo da lui stesso condotto su Gaza e dove furono massacrati dei civili dichiarò “Cosa ho provato? Solo una piccola scossa al mio aereo per lo sgancio della bomba, ma dopo un secondo passa tutto”.

Le invasioni del Libano da parte d’Israele, la sue condotte nei Territori Occupati, sono un litania continua e reiterata di massacri intenzionali di civili. Le condanne che ha ricevuto da ogni singolo organo di legalità internazionale e organizzazione per i diritti umani sono esplicite e consultabili da chiunque. Nulla sarebbe cambiato se i morti della Gaza Freedom Flotilla fossero tutti stati pacifisti americani. Rachel Corrie lo era, e l’hanno massacrata, Tristan Anderson era americano e gli hanno sparato nella testa a sangue freddo, e così Tom Hurndall, James Miller e Brian Avery erano nomi occidentali, anglosassoni.

La lezione che se ne deve trarre è che questi giovani eroi che diedero la vita e che l’hanno data per fermare il crimine contro l’umanità della Pulizia Etinica della Palestina – perché è esattamente ciò che Israele sta facendo da 60 anni e che oggi fa affamando e strangolando vivi i civili palestinesi sotto gli occhi di noi Paesi vigliacchi e complici, con il benestare dei nostri presidenti complici di crimini contro l’umanità come Giorgio Napolitano -  non hanno destinato bene il loro supremo sacrificio. Perché fino a che le opinioni pubbliche occidentali continueranno a credere che “SI’ Israele uccide e sbaglia, MA Israele è l’unica democrazia, MA Israele deve difendersi, MA Israele è vittima del terrorismo arabo, MA Israele è comunque il meno peggio ecc.”, non vi sarà massacro, non vi sarà giovane vita sacrificata, non vi sarà eroismo che farà una qualsivoglia differenza per la giustizia in Palestina.

Basta mettere la propria vita a repentaglio laggiù, non serve a nulla. Usiamo le nostre vite per creare nelle opinioni pubbliche occidentali la consapevolezza di cosa veramente è Israele – che non è una democrazia, che non deve difendersi, che è il vero terrorista, che è il peggior pericolo in Medioriente – e di quanto abominevole sia la sua totale impunità, perché come disse Noam Chomsky “la Storia ci insegna che quando la gente scopre la barbarie, si mobilita per fermarla”. E’ l’unica strada.

tratto da http://paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=184

Perchè ci odiano?

in questi giorno sto leggendo questo libro.

lo consiglio a tutti coloro vogliano ampliare e approfondire una delle tematiche più pericolose (per la nostra salute.. credimi..) e condizionanti delle dinamiche mondiali: la guerra al terrorismo, la questione islamica che poi è un’ampliamento di quella israele-palestina.

c’è così tanta mala informazione in giro, così tante false credenze, così tanti “altri” interessi.. che le informazioni contenute in questo libro molto probabilmente ti saranno difficili da mandare giù ed assimilare. sopratutto perché sono osteggiate dalla grandissima maggior parte dei “pensatori e divulgatori” conosciuti.. anche quelli che crederesti dalla parte della verità.

ma è un tentativo che dovresti fare anche tu

è arrivato finalmente il momento in cui ognuno deve iniziare a fare andare la propria testa. non ci sono alternative.

a me sta aiutando a ritrovare notevole energia da dedicare a Mondo Senza Guerre e  Terra 2.0

IRAN E ISRAELE: DI CHI AVERE PAURA ?

riporto questo articolino di Massimo Fini perché mi sembra un punto di vista da tenere in copresenza prima di cadere in semplicistiche considerazioni

DI MASSIMO FINI
ilribelle.com/

È più grave la posizione dell’Iran, che ha firmato il Trattato per la non proliferazione delle armi nucleari, ma che viene sospettato di voler costruirsi la Bomba, o quella di Israele che questo Trattato non l’ha firmato e l’atomica ce l’ha già? Sono più pericolose per Israele le dichiarazioni di Ahmadinejad per cui lo «Stato sionista scomparirà dalle mappe geografiche o sono più pericolosi per l’Iran i missili atomici israeliani puntati su Teheran?» Sono più inquietanti le farneticazioni del presidente iraniano sull’Olocausto o i piani militari di Israele per attaccare l’Iran, la cui esistenza è nota da tempo ma di cui ora il Times rivela i dettagli (F-115 e F-116, assistiti da aerei radar Awacs, aerei cisterna, elicotteri, sono pronti a volare, violando lo spazio aereo di altri Paesi, fino a 1400 chilometri di distanza, per colpire, anche con atomiche “tattiche”, Natanz, Isfahan, Arak, i siti dove gli iraniani stanno arricchendo l’uranio, a loro dire per usi civili)? È più preoccupante per il mondo che l’Iran abbia mandato in orbita un satellite per le comunicazioni, come li hanno moltissimi Paesi, L’Italia compresa, o che Bibi Netanyau faccia capire, un giorno sì e uno no, di voler attaccare l’Iran?

Su questa faccenda del satellite i giornali occidentali hanno titolato: “Allarme in tutto il mondo. In orbita satellite iraniano” e Washington ha fatto conoscere la propria “grave preoccupazione” perché “potrebbe far presagire lo sviluppo di un missile a lungo raggio da abbinare alla realizzazione di un ordigno atomico. Gli Stati Uniti sono pronti ad usare tutti gli strumenti della propria potenza nazionale per indurre l’Iran a essere un membro responsabile della comunità internazionale”. Un doppio processo alle intenzioni, perché, al momento, c’è solo il satellite e nessun missile a lunga gittata né, tantomeno, c’è un ordigno atomico. Che, dall’altra parte, dalla parte di Israele, l’ordigno atomico ci sia e i missili a lunga gittata pure, non deve invece destare alcuna preoccupazione. L’intera “questione iraniana” corre sul filo della più pura illogicità e prepotenza.

Quando Teheran aprì i suoi siti per l’arricchimento dell’uranio gli Stati Uniti pretesero e ottennero dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che all’Iran fossero imposte della sanzioni. L’unica cosa che il Consiglio di Sicurezza poteva e doveva chiedere all’Iran, e solo in quanto firmatario del Trattato di non proliferazione, era la garanzia che l’arricchimento dell’uranio fosse adibito ad usi civili, cioè energetici, e non militari, per costruirsi l’atomica, e che quindi accettasse le ispezioni dell’Aiea, l’Agenzia dell’Onu per l’energia nucleare. Ma l’Iran fu sanzionato “a prescindere” nonostante questi siti fossero stati aperti proprio alla presenza degli ispettori dell’Aiea. E queste ispezioni sono continuate, con la piena collaborazione di Teheran, tanto che un mese fa l’Aiea ha inviato all’Onu un rapporto in cui dichiara che, al momento, l’arricchimento dell’uranio iraniano non è tale da poter permettere la costruzione dell’atomica. Ma tutti i giornali occidentali, o quasi, gocando su quel “al momento”, hanno titolato: “L’Iran si sta costruendo la Bomba”. Uno degli argomenti utilizzati dagli occidentali per giustificare il loro niet al nucleare civile iraniano è questo: ma che bisogno ha l’Iran di altre fonti energetiche quando ha già il petrolio? Ma a parte il fatto che la British Petroleum, che se ne intende, ha calcolato che nel 2049 non ci sarà più petrolio nel sottosuolo, un Paese avrà o no il diritto di diversificare le proprie fonti di energia senza dover chiedere il permesso agli americani? È come se noi italiani volessimo riaprire Caorso e qualcuno pretendesse di impedircelo perché, in teoria, da lì potremmo arrivare alla Bomba.

Questo “doppiopesismo”, che fa infuriare non solo Teheran, che si vede lesa in un suo legittimo diritto, ma anche buona parte dei Paesi musulmani, e avvilisce chi in Europa cerca di avere una visione non totalmente autoreferenziale perché capisce che anche gli altri popoli possono avere verso di noi le stesse paure che noi abbiamo verso di loro, si basa sulla convinzione che esistono degli Stati “buoni”, perchè democratici, e quindi “membri responsabili della comunità internazionale” che mai si sognerebbero di usare l’atomica, e Stati “cattivi”, anzi “Stati canaglia” (definizione che fa il paio con quella di “Stato totalmente razzista” affibbiata da Ahmadinejad ad Israele alla recente Conferenza Onu di Ginevra), perché non democratici e quindi capaci di ogni avventurismo, anche di sganciare l’atomica. Beh, il solo Stato che attualmente ha precisi piani di attacco atomico ad un altro Paese è il democratico Israele e sarà bene ricordare che gli unici nella Storia che hanno usato la Bomba sono stati i campioni dei campioni della democrazia, gli Stati Uniti d’America. Ottantamila morti in un colpo solo, a guerra finita, e milioni di focomelici semplicemente per far sapere al nemico di turno, l’Unione Sovietica, che si era in possesso di quest’arma micidiale.

Massimo Fini
Fonte: www.ilribelle.com/
10.05.2009

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

Sono molto. molto. ma molto preoccupato.

La guerra in atto a Gaza potebbe essere una scintilla fatale.

Negli ultimi anni si è costruito un gran fienile pronto a prendere fuoco tutto intorno alla questione medio-orientale / mussulmana / araba.

C’è dentro di tutto: dal controllo dell’economia mondiale, ai problemi di integrazioene religiosa.

Israele sono anni che si preparava a questo momento. C’è da chiedersi che accordi abbiano preso con la (davvero “ex” ?) amministrazione USA e le potenze europee, che di fatto stanno tutti sul davanzale a guardare.

La “grande” preoccupazione mi arriva ricordando le parole di Joe Biden (vice di Obama) quando a settembre scorso si lasciò sfuggire un “a inizio gennaio Obama dovrà confrontarsi con una crisi enorme…”

Non vado oltre nella speculazione, sperando che l’intelligenza e l’energia di milioni di persone si direzioni verso http://www.marciamondiale.org

Striscia di Gaza: L’irrazionale logica della Guerra

27 dicembre 2008

I recenti bombardamenti da parte di Israele nella striscia di Gaza, stanno commuovendo il mondo intero, in primo luogo per la quantità di vittime, in secondo luogo per le conseguenze che può dare un escalation bellica, in un mondo che si trova sull’orlo di un disastro nucleare.

 

La pretesa da parte di Israele, di giustificare questo sanguinoso bombardamento, come parte di una lotta contro gli attacchi di Hamas, non è altro che un nuovo tentativo di voler rendere valido un massacro, per mezzo dell’ipocrita e irrazionale argomento con il quale i prepotenti guerrafondai stanno portando il mondo verso l’ecatombe.

Bisogna ricordare ancora una volta che la crescita del terrorismo negli ultimi tempi è stata in buona parte una conseguenza e una risposta, violenta e anche irrazionale, nel quadro di una spirale di abusi da parte delle potenze belliche verso nazioni più deboli. In questo contesto, pretendere di differenziare la violenza degli eserciti formali, che opprimono e massacrano popoli interi, dalla violenza terroristica che semina morte e orrore, come se la prima fosse legale ed ammissibile e la seconda illegale e riprovevole, fa parte della grande ipocrisia della politica internazionale.

Nel minuscolo territorio della striscia di Gaza vivono, o tentano di sopravvivere, più di un milione e mezzo di palestinesi, cercando di lavorare per quanto possono nella stessa Israele, e sussistendo grazie agli “aiuti umanitari” della ONU. Il recente blocco da parte di Israele, con il pretesto di considerarlo territorio ostile perché ospita il terrorismo di Hamas, ha mostrato fino a che punto si cerca di mantenere questa popolazione sotto un permanente ricatto tra premi e castighi. In questa situazione, non ci dobbiamo sorprendere quindi dell’appoggio che i violenti possono avere tra la popolazione. 

È bene ricordare anche che la Striscia di Gaza è un territorio che apparteneva all’Egitto, e che Israele ha occupato 40 anni fa, fino a che recentemente è passata a formare parte del territorio controllato dalle Autorità Nazionali Palestinesi. Questa forma di procedere, di invadere territori, sia per installarsi definitivamente, che per poi negoziare lente ritirate in cambio di mantenere il controllo e il potere in qualche forma, è la stessa cosa che fanno gli USA e i suoi alleati per disciplinare il mondo e gestire le sue risorse naturali.

Non bisogna sorprendersi allora, che di fronte a tali prepotenti azioni, sorgano reazioni ogni volta più mostruose, per i quali a loro volta i potenti cercano di giustificare l’aumento della loro arroganza, alimentando il circolo vizioso della violenza che ci può portare rapidamente ad una catastrofe nucleare, visto che la maggior parte degli attori dei conflitti vigenti nel mondo sono potenze nucleari. E non si deve dimenticare che l’attuale crisi economica internazionale fa diventare più pericoloso l’arrogante, che può trovare nella guerra una “soluzione politica” di una situazione che è uscita dal suo controllo.

Di sicuro tutti i conflitti del mondo potrebbero essere risolti pacificamente, a condizione che si avanzi verso la concezione di una Nazione Umana Universale, nella quale tutti i paesi si occupino di assicurare che ogni popolo possa svilupparsi, ed abbia un territorio dove lavorare in pace, senza pressioni o ricatti. Bisogna comprendere anche che l’intolleranza culturale e religiosa sono forme di violenza a partire da cui si suole giustificare, con logica irrazionale, le escalation di violenza fisica. Molte cose si dovranno fare perché i popoli  prendano coscienza che in un mondo di intolleranza e di ingiustizia, nessuno potrà vivere in pace. Ma in questa presa di coscienza bisogna iniziare dalle cose più urgenti: decomprimere le situazioni di estrema tensione, e disarticolare i fattori di pressione e ricatto.

Per questo, è fondamentale e prioritario che in tutto il mondo, le forze d’invasione si ritirino dai territori occupati, e che si inizi subito il disarmo nucleare.

In questo caso particolare, non solamente Israele dovrebbe smettere di attaccare immediatamente il popolo di Gaza, ma in più dovrebbe rivalutare la sua politica intransigente e oppressiva verso il popolo palestinese. Il popolo palestinese, a sua volta dovrebbe prendere coscienza che è necessario cercare una soluzione attraverso alleanze di pace con altri popoli del mondo, e smettere di credere nell’ostinazione suicida dei violenti.

Guillermo Sullings , Portavoce dell’Umanesimo in Argentina

Progressione atomica

 ho letto stamani un articolo sul Sole 24 ore (eccolo qui) che descrive molto bene l’attuale situazione degli armamenti atomici nel mondo, e di come si stanno un po’ complicando le cose dopo le ultime vicende in Georgia.. e senza ancora considerare le recentissime vicende latinoamericane!

Non sapevo che Israele avesse dichiarato che l’anno prossimo bombarderà i siti nucleari iraniani se falliranno le soluzioni diplomatiche.. indagherò…

Non so cosa ne pensi, ma io credo che sia importante dare un segnale forte e chiaro di rifiuto di questa preistoria. La violenza cresce ogni giorno di più, in tutti i campi.

La maggior parte della gente se ne sta zitta per godersi il proprio orticello (se ce l’ha) o per paura di peggiori ripercussioni, oppure semplicemente perché non vede e non sa.

E’ ora il momento per tutti gli umanisti del mondo di avanzare con forza e risoluzione nel dare voce e spazio alla nonviolenza e al buonsenso, a smascherare l’ipocrisia delle istituzioni e la disinformazione dei media, a mostrare l’enorme potenziale dell’essere umano di trasformare la propria realtà e l’ambiante che vive.

Molti eventi si stanno organizzando per il 2 ottobre (giornata mondiale della nonviolenza) e per il forum europeo del 17/18/19 ottobre a milano “La Forza della Nonviolenza”

Che la preistoria disavanzi!

L’Iran distruggerà l’universo!

Amhadinejad rinnova le minacce contro gli Stati Uniti e Israele,
poi chiude il suo negozio di kebab
e torna a casa

ecco il commento di Luttazzi che ben si sposa alla questione foto taroccate.

in anteprima mondiale posso mostrarvi la sequenza di foto di cosa è successo veramente: dopo l’arrivo di Godzilla non si hanno più notizie dall’Iran… era forse questa l’arma segreta di distruzione dell’universo?

Chiedo di meditare seriamente sulla questione, magari dopo aver letto Internazionale ora in edicola (con un bel dossier sulla possibile guerra all’Iran prima della scadenza del mandato di Bush)
quello che è successo col taroccamento è soprattutto che per 4 giorni non s’è parlato d’altro che non dell’Iran e del suo fare il tutto il possibile per inimicarsi e quindi distruggere il mondo…

e vai con lo scudo spaziale! (avete notato che la foto taroccata è uscita pochi giorni dopo la firma tra gli USA e Praga per la sua costruzione?)

per chi è interessato a liberarsi alla forza della disinformazione e manipolazione mediatica effettuata ad hoc dai migliori strateghi della comunicazione, un consiglio: NON GUARDATE PIU’ LA TV! SOPRATTUTTO DA SOLI! SPEGNETELA!

(il modo migliore è romperla così non si è più tentati.. anzi così si va dagli amici a vederla in compagnia)

baci in questa giornata che promette tuoni e fulmini e in cui devo lavorare per pagarmi la pensione…

ANSA: i Russi e lo Scudo Spaziale

il tema grosso della questione Scudo è che sta creando tensioni internazionali di inimmaginabile (non per noi) portata.
i Russi e i cinesi sono davvero preoccupati.. avevano già dato avvertimento che un progetto del genere sarebbe stato pericoloso per tutti. oggi arriva quest’altro comunicato:

(ANSA) – MOSCA, 20 GIU – Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha chiesto oggi agli Usa di congelare il suo progetto di scudo spaziale in Europa dell’est. ‘Ogni progetto, sia la dichiarazione unilaterale di indipendenza del Kosovo o il progetto di installare elementi del sistema di difesa antimissilistico nell’Europa dell’est, dovrebbe essere lasciato dov’e’ ora’, ha detto alla conferenza internazionale ”La Russia nel 21/mo secolo” in corso a Mosca.

UPDATE:
Il New York Times rivela oggi che all’inizio di giugno Israele ha condotto un’imponente esercitazione militare nel Mediterraneo. Secondo alcuni ufficiali statunitensi potrebbe essere una prova generale per un ipotetico bombardamento delle strutture nucleari iraniane.