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Giovedì 17: cineforum “Corporation”

è inutile e controproducente rimanere ingenui e ignoranti sulla direzione che ha preso il mondo, e soprattutto su CHI lo dirige.
questo documentario, molto preciso e documentato, racconta la nascita delle multinazionali, dall’800 a oggi, e sulle loro dinamiche.
è il penultimo passo del nostro cineforum “occhio non vede, cuore non duole… cervello non pensa?”
film lungo ma necessario per la profonda rivoluzione a cui aspiriamo.

ecco il trailer:

vi aspetto giovedì al solito posto (Centro Umanista Il Fannullone a Monza)

www.thecorporation.com

“Workingman’s death”: film capolavoro su cosa è il lavoro

working_men_death.gifieri sera mi sono concesso un po’ di svago e sono andato a vedere (tra l’altro in un magnifico ambiente a Carate Brianza - www.centrosule.org ) il film/documentario “Workingman’s death” (ovvero “la morte del lavoratore”).

5 ritratti di come è il lavoro (nel XXI secolo) in diversi luoghi del mondo: dalle miniere abusive di carbone in ucraina a quelle di zolfo in Indonesia, dalla macelleria a campo aperto in Nigeria ai tagliatori di navi in Pakistan fino fonderie in Cina…

un capolavoro di realtà umana, di connessione emotiva, di fotografia sociale.
fa molto riflettere. fa ringraziare di dove e come siamo. fa venire voglia di aumentare l’energia nella costruzione di un nuovo mondo dove la violenza e la discriminazione siano preistoria.

un film che sicuramente proporrò nel secondo ciclo del cineforum Terra 2.0

ecco il sito del film: www.workingmansdeath.com

Qualche consiglio per prepararsi all’imminente recessione.

Per quanto i media diano eco solo alle voci ottimiste e mistificatrici per l’economia europea è alle porte una recessione senza precedenti che inizierà dalle periferie (Italia, Spagna, Grecia) ed infine colpirà anche i paesi più forti.
Come ci si può preparare? Quali sono i consigli per salvarsi le chiappe?

  1. Tagliare le spese
  2. Firmare contratti a lungo termine con i clienti. Fate anche alcune concessioni per allungarli o rinnovarli.
  3. Assicurati del tuo valore al lavoro. Sei nei migliori 10% della tua azienda o rischi la cassa integrazione? Se puoi spostati in una compagnia più grande: IBM, Volkswagen, Nestlè per esempio non scompariranno… cerca comunque di essere in quel 10%
  4. Estendi la tua rete di relazioni. Un buon network può aiutarti a trovare un altro lavoro. Oppure pensa a creare reti di scambio, baratto, aiuto reciproco.
  5. Se sei in una compagnia piccola diventa amico di due gruppi di persone: i commerciali (se le vendite non vanno bene sono i primi ad andarsene) e il finance/contabilità (se non ci sono soldi per pagare i fornitori lo sanno in anticipo).
  6. Debiti: i debiti non sono tuoi amici, specialmente durante una recessione. Hai prestiti in corso per la macchina? Mutui? Prestiti personali? Carta di credito? Cerca il più possible di alleggerirli o almeno di rinegoziarli.
  7. Medicine: hai una buona scorta di medicinali in caso i prezzi aumentino vertiginosamente?
  8. Hai una riserva di cibo conservabile? L’ideale è avere qualche settimana o mese di autonomia.
  9. Hai una riserva di contanti? L’ideale è avere 3/6 mesi di riserva di emergenza in caso il tuo reddito diminuisca drasticamente durante la recessione.
  10. Hai attrezzi e pezzi di ricambio? Se si rompesse qualcosa costa meno ripararlo che chiamare qualcuno che lo aggiusti. Lo stesso vale per i vestiti: preparate ago e filo…
  11. La tua macchina e la tua casa sono in buone condizioni? Se fai adesso tutte le manutenzioni passerà un po’ di tempo prima che richiedano altro lavoro (e soldi).
  12. Hai un serbatoio per il combustibile da riscaldamento? Riempilo e prenota già un secondo pieno, per non rimanere al freddo durante l’inverno.
  13. Tieni d’occhio le offerte di lavoro. Non solo potrebbe esserti utile, ma la diminuzione di offerta è un indicatore di recessione.
  14. Hai denaro investito? Beh tienilo bene d’occhio, soprattutto se non è diversificato. Meglio ancora libera il capitale ed investilo in beni di prima necessità.

ps: articolo tratto dal blog amico Diritti Umani a Milano.

Sai cosa sta sucedendo la fuori? dollaro a picco, petrolio alle stelle, fallimento dei grandi sistemi.

0_22_dollar_euro_450.jpgE’ possibile che oggi anche mia nonna sappia che stanno succedendo cose un po’ strane, quasi preoccupanti, in campo economico planetario..
ogni giorno il dollaro va giù, il petrolio sale senza tetto, borse che perdono miliardi in pochi secondi…
e la cosa non sembra una moda del momento. se uno ci fa attenzione può vedere il processo che ci sta dietro (e quindi capire perché già da decenni si metteva in guardia su questi temi…)

Ora.. a provare a pensarci del perché di tutto questo, le opzioni sono due:
1) tutto è stato previsto e segue un piano che noi non conosciamo (ma che immaginiamo dove porterà: grazie “all’emergenza del momento” si piglieranno tutto, cambieranno il concetto di proprietà privata prima, e inizieranno la più grande guerra planetaria.. tanto nessuno sarà cosa farci)
2) gli sta fallendo tutto in mano. non sanno letteralmente come cavolo uscirne. (questa è l’opzione che senti di più).
vorrebbero mantenere capra e cavoli: il monopolio del potere economico e contemporaneamente non modificare la direzione presa.. mantenere lo stabilito… anche a costo di..? una guerra mondiale? rendere indigenti milioni di persone?
far sposare miliardari a tutte?

in entrambi i casi il futuro non è molto roseo.
io sono molto preoccupato. Lo sono da molto tempo perché il nostro Movimento Umanista è almeno dal 1969 che avverte pubblicamente sulla crisi totale di questo sistema che viviamo.
Sono preoccupato perché la gente che ha il potere non è saggia né lucida. e se lo fossero non avrebbere il potere di fare nulla di interessante (se non il cercare di non fare cazzate enormi tipo buttare una bomba atomica)
sembra una contraddizione senza futuro, vero?

una bella gatta da pelare se non fosse che…
e qui da bravo umanista trovo sempre una via di uscita che porta agli Dei… se non fosse che la gente sta iniziando ad alzare le antennine.
e se alzando le proprie antennine uno:
- si fermasse un attimo a chiedersi dove si sta andando e perché…
- cercasse di smettere di farsi distrarre dalla tv, dai media, dalle droghe, da tutto ciò che ci riempe inutilmente la vita (o meglio utilmente a non farci pensare)
- iniziasse a chiedere ai propri amici e conoscenti come stanno e cosa ne pensano
- si accorgesse che ci sono in giro dei progetti e dei fenomeni interessanti, che ci sono idee, persone, luoghi che stanno già in un’altra frequenza e dirette in una nuova direzione.
- infine aprisse il proprio cuore per dargli un po’ di aria lasciandolo andare…

beh.. forse qualcosa di veramente interessante potrebbe manifestarsi.
questo mondo fallirà lo stesso. perchè DEVE fallire, ma noi saremo già lì a ricostruirlo su nuove basi con l’enorme pace, forza e allegria che abbiamo dentro!

che fare?

c’è chi lo chiama “cambiare il mondo”, chi “umanizzare la terra”, chi “pensare un po’ allo sviluppo del futuro”, chi “fare tutto quello che si può fare, né di più, né di meno”..

ecco alcuni progetti a cui partecipo attivamente e che vorrei condividere:

www.marchamundial.org - Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza

www.nonviolenza.net -  Campagna Europea NO allo Scudo Spaziale

www.europeforpeace.eu -  Campagna per il Disarmo Nucleare

umanisti.it - introduzione al Movimento Umanista in Italia.

ilfannullone.it -  espressione umanista tascabile

Terra 2.0 - il canale YouTube di Terra 2.0 TV

 

IL MIO APPELLO:
se ti senti in sintonia, fai qualcosa anche tu e colleghiamoci.
se hai difficoltà ti aiuto.. sia nell’iniziare (o migliorare) il fare qualcosa, che nel collegarci.

a lato troverai un po’ di links se vuoi approfondire.

Umanesimo e Nuovo Mondo

ieri sera in riunione (ebbene sì, se vuoi cambiare il mondo è bene organizzarsi e darsi un ritmo.. almeno una riunione alla settimana) tra molte cose abbiamo letto e discusso su ciò che segue.. leggete, gente, meditate, gente, interaginte, gente…

UMANESIMO E NUOVO MONDO

ISTITUTO NAZIONALE DI BELLE ARTI, CITTA’ DEL MESSICO, MESSICO
7 LUGLIO 1991

Il tema di oggi, “Umanesimo e Nuovo Mondo”, deve essere collocato, anche se con brevi cenni, in un contesto adeguato. Quando si parla di “Umanesimo” generalmente ci si riferisce a quella corrente letteraria che ha nel Petrarca il suo iniziatore e che si sviluppa parallelamente alla grande trasformazione operata dal Rinascimento. Ma non è difficile comprovare come in altre civiltà - ed anche in quelle più vicine alla civiltà europea - una serie di temi venga affrontata a partire da un punto di vista analogo a quello degli Umanisti del Rinascimento. All’interno della cultura romana è Cicerone il rappresentante più conosciuto di questa tendenza. Dall’epoca del Rinascimento europeo, gli umanisti non solo hanno attribuito all’essere umano lo statuto di soggetto e di generatore degli eventi storici ma lo hanno collocato al centro di tutte le attività fondamentali. L’essere umano è divenuto anche il gradino più alto di un’assiologia che potremmo riassumere efficacemente con la frase: “Niente al di sopra dell’uomo e nessun uomo al di sopra di un altro”.

E’ soprattutto durante il Rinascimento, nella lotta contro l’oscurantismo intrapresa dall’Arte e dalla Scienza, che il termine “umanesimo” acquista la sua reale dimensione. Sarebbe francamente superfluo ricordare qui l’opera di Pico della Mirandola o di Giordano Bruno o, naturalmente, quella di Galileo: figure di culto per gli umanisti di oggi. Essi subirono tutti la persecuzione da parte di un sistema che mutilava la dimensione reale dell’essere umano collocando al di sopra di tutto la divinità e quindi le figure vicarie di questa: il principe, lo Stato, le leggi.
L’irrompere dell’umanesimo sconvolge questa scala di valori. L’umanesimo mette al centro della scena l’anima e il corpo dell’essere umano prendendo in prestito, il più delle volte, concezioni proprie del paganesimo greco-romano, a sua volta fortemente influenzato dalle scuole di pensiero neo-platonica e neo-pitagorica. Un formidabile dibattito si sviluppa nella vecchia Europa, la cui sfera d’influenza si estende in quello stesso periodo alle Americhe. Ma come ben sappiamo, la colonizzazione e la conquista non vengono portate avanti sulla base di quegli elementi di progresso che si stavano facendo strada nei circoli europei più avanzati ma solo con la brutalità e con l’ideologia dominante, che a quel tempo era oscurantista e fondata sulla monarchia per diritto divino. L’Inquisizione e la persecuzione del libero pensiero raggiungono le nuove terre; ma, insieme a queste, e per il momento in modo non direttamente visibile, arrivano anche le idee che faranno da detonatore alla Rivoluzione Francese ed alle guerre e rivoluzioni grazie alle quali l’America diventerà indipendente.
E’ proprio lo svilupparsi della visione umanista, antropocentrica, ad inaugurare la modernità; visione che non si esprime ormai solamente nell’arte e nella scienza ma che arriva a toccare la sfera politica dell’epoca, sfidando apertamente la monarchia ed il potere ecclesiastico. Sia che si subisca il fascino di quel periodo, che in Occidente apre la strada all’età delle rivoluzioni, sia che lo si rifiuti, andrà comunque riconosciuto il contributo tutto speciale che vi apportò l’Umanesimo.

Oggi, al tramonto delle rivoluzioni, anche quell’umanesimo, così vitale, pare tramontare, spinto via dalla forza di una tecnologia che sembra essere riuscita ad assorbire la trasformazione rivoluzionaria delle strutture economico-sociali, a spogliare il discorso politico di ogni capacità di comunicazione ed a sostituire alle idee di Fraternità e Solidarietà l’economia della competizione, le cosiddette leggi di autoregolazione del mercato e le nude e crude variabili della macroeconomia. Parallelamente viene proposta una nuova scala di valori: una scala vuota, in cui all’essere umano in quanto tale è negato il livello più alto, che spetta ora al culto del denaro. Nella mitologia contemporanea esiste ovviamente un’ideologia che giustifica questa operazione: è l’ideologia della Fine delle Ideologie e della Fine della Storia, nella quale sentiamo risuonare l’eco delle idee del pragmatismo che hanno fatto la loro comparsa verso la metà del secolo scorso.
A mio parere questo pragmatismo filosoficamente tanto elementare - sostenuto da un neo-darwinismo che zoologizza la società con la sua concezione della lotta per la sopravvivenza che premia il più adatto - sta prendendo piede non tanto per le sue eccezionali qualità intrinseche quanto per il crollo, dovuto all’azione di molteplici fattori, dei grandi sistemi di pensiero. E’ veramente un vuoto enorme quello lasciato dalla disgregazione dei sistemi di pensiero strutturati; vuoto che può essere riempito da qualsiasi cosa di qualità inferiore che sia in grado di soddisfare gli interessi di coloro che controllano i meccanismi dell’economia.[…]

Pertanto, l’umanesimo di oggi, se intende essere coerente, non può che considerarsi libertario, solidale, attivo ed impegnato nella realtà sociale: esso non può contrapporre in alcun modo l’arte alla scienza, né commettere l’errore di identificare l’arte con l’umanesimo e la scienza con la tecnologia. Deve considerare entrambi i termini inerenti al processo di evoluzione culturale dell’umanità ed aver chiaro il fatto che determinati aspetti della tecnologia altro non sono se non strumenti al servizio di quanti detengono il potere economico. […]