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L’Europa dice NO allo Scudo spaziale

giorgio_shultze.pngPresentato come un sistema di difesa contro i possibili attacchi dei missili iraniani, il progetto degli Stati Uniti NMD – sistema missilistico nazionale, conosciuto come “Scudo spaziale” - è in realtà un’arma di offesa e mira alla militarizzazione ed al controllo dello spazio. Come sostiene Noam Chomsky, “l’installazione da parte degli Stati Uniti di un sistema di difesa missilistica in Europa orientale è praticamente una dichiarazione di guerra, uno strumento per il dominio globale”.

Il progetto è avvolto in un alone di mistero, con accordi segreti tra gli Stati Uniti e vari paesi europei, tagliando fuori l’opinione pubblica e gli stessi Parlamenti. L’Europa non è riuscita a dare una risposta unitaria, coerente e nonviolenta alla politica aggressiva degli Stati Uniti e questa sua inerzia ha contribuito a spingere la Russia, che si sente direttamente minacciata dal progetto americano, sulla strada del riarmo, ricreando un’atmosfera da “guerra fredda”.

In un momento di crisi economica mondiale, dove persino il costo degli alimenti cresce a dismisura e si privatizzano sia l’istruzione che la sanità, è una follia spendere miliardi per la guerra e la produzione di nuove armi! L’Europa non deve appoggiare alcuna politica che trascini il pianeta verso la catastrofe: qui è in gioco la vita di milioni di persone, è in gioco il futuro stesso dell’umanità. Non possiamo permettere ai nostri politici di assecondare la folle intenzione degli Stati Uniti di trasformare l’Europa nel teatro di una possibile guerra nucleare.

Proprio in questi giorni l’Europa sta assistendo senza reagire all’occupazione militare che gli Stati Uniti stanno attuando in Repubblica ceca. Esprimiamo solidarietà agli umanisti Jan Tamas e Jan Bednar, che a Praga hanno cominciato uno sciopero della fame per chiedere che venga rispettata la volontà del 70% della popolazione e che sul tema dell’installazione di una base militare degli Stati Uniti nel suo paese si decida democraticamente tramite un referendum.

Chiediamo pertanto ai singoli governi e al Parlamento Europeo di prendere una posizione chiara e decisa, rifiutando di appoggiare il progetto dello “scudo spaziale” in quanto mette in pericolo la pace e la coesistenza dei nostri popoli.

Non vogliamo nuove basi militari di potenze straniere sul territorio europeo, né l’allargamento di quelle già esistenti. Vogliamo lo smantellamento di tutti gli arsenali nucleari.

Giorgio Schultze
Portavoce europeo del Nuovo Umanesimo

Sciopero della fame anche a Torino

Iniziato lo sciopero della fame contro lo scudo stellare

hunger-strike.jpg

Ieri mattina (13 maggio) alle ore 11:00 gli umanisti Jan Tamas e Jan Bednar hanno iniziato a Praga lo sciopero della fame contro il radar americano in Repubblica Ceca.
La notizia e’ stata diffusa in una conferenza stampa a cui hanno partecipato diversi giornalisti locali e internazionali.
Nella foto il nuovo locale che gli umanisti cechi hanno affittato in centro Praga per questa protesta.

In 20 città europee si stanno organizzando eventi, manifestazioni, altri scioperi della fame.

In ITALIA oggi ha inziato lo sciopero della fame Lucia Rimoldi
a Milano l’appuntamento è tutte le sere (da ieri) in Piazza Sant Eustorgio

ecco la dichiarazione di Jan Tamas:

Dichiarazione del Movimento Umanista sullo sciopero della fame di Jan Tamas e Jan Bednar

Praga, 13.5.2008


Da quasi due anni diversi membri del Movimento Umanista si dedicano alla lotta nonviolenta contro l´installazione delle basi militari USA sul territorio della Repubblica Ceca. In questo periodo abbiamo provato quasi tutto: manifestazioni, petizioni, conferenze internazionali, happening, dibattiti in diversi paesi europei e negli USA.

La petizione elettronica contro il radar all´indirizzo www.NechciRadar.cz é giá stata sottoscritta da 76 mila persone. Secondo l´ultimo sondaggio ufficiale pubblicato la seconda settimana di maggio il 65% della gente continua ad essere contro la base radar.

Purtroppo il governo ceco ignora l´opinione della maggioranza degli abitanti del nostro Paese, continua le trattative, firma contratti e vuole ancora una volta permettere la presenza di truppe straniere sul nostro territorio. E tutto questo nonostante il fatto che il progetto dello scudo stellare riceva moltissime critiche fuori e dentro gli USA. Tra gli oppositori a questo progetto troviamo per esempio diversi membri del congresso USA.

Partecipando a questo progetto del governo USA (ormai agli sgoccioli del suo mandato) non solo facciamo della Repubblica Ceca un bersaglio, ma rischiamo anche di aumentare la tensione internazionale in Europa e provocare un conflitto nel quale la la RC si troverebbe al centro. In tal senso aumentano le voci critiche di alcune organizzazioni internazionali che parlano addirittura di occupazione militare della Repubblica Ceca da parte degli USA.

Il problema delle basi militari USA per noi non é solo un tema di sicurezza internazionale ma anche un tema di democrazia perché ancora una volta permettiamo a un piccolo gruppo di politici di decidere della maggioranza del nostro popolo, in netto contrasto con ció che la gente desidera. Questi metodi purtroppo ci ricordano l´epoca anteriore al 1989, la quale non vogliamo che si ripeta.

Il piano di costruire una base militare USA sul nostro territorio, e i pericoli che corre la democrazia nel nostro paese ci hanno portato a decidere ad iniziare oggi uno sciopero della fame di protesta illimitato.

Il suo scopo é di mettere in risalto la pericolosa direzione che il nostro Paese percorre negli ultimi dua enni e impedire ad una minoranza di politici di portare avanti i suoi piani contro la volontá della maggioranza della gente.

Continueremo nello sciopero della fame fino a quando non riceviamo dei segnali chiari: che le trattative siano interrotte, che sia indetto un referendum nazionale, che cominci su questo tema una discussione vera, aperta e democratica.

www.NechciRadar.cz


La protesta contro lo scudo stellare americano si estende a tutta l’Europa

tami.jpgMartedì 13 maggio Jan Tamas, leader del movimento ceco contro la base radar USA, comincerà uno sciopero della fame insieme all’attivista Jan Bednar 20 città europee - Parigi, Madrid, Roma, Atene, Berlino, Bruxelles, Amsterdam, Copenhagen, Budapest, Zurigo, Tolosa, Malaga, Porto, Colonia, Milano, Trieste e Torino - si uniranno alla protesta portata avanti a Praga.

Le abbiamo provate tutte, ma il nostro governo non ci ascolta e continua a ignorare il fatto che il 70% dei Cechi è contrario all’installazione della base radar USA, come parte del progetto di difesa missilistica” sostiene Tamas. “Non vogliamo una silenziosa occupazione militare del nostro paese, che comprometta il futuro del nostro continente. Chiediamo agli amici di altri paesi di sostenere la nostra lotta, visto che si tratta di una questione europea e non solo locale.”

Jan e Jan Bednar porteranno avanti la loro protesta in un locale nel centro di Praga e terranno una conferenza stampa in inglese a mezzogiorno del 13 maggio a Bělehradská 12/98 v Praze.

Informazioni e aggiornamenti sulla protesta verranno pubblicate nel sito www.nonviolence.cz

Link video:
http://www.nenasili.cz/it/836_video-scudo-stellare

Le ultime interviste di Jan Tamas:
http://www.democracynow.org/2008/4/18/no_bases_for_empire_international_activists
http://www.russiatoday.ru/guests/video/1170

Articolo sulle basi radar in Repubblica Ceca

chi è nauseato dalla non-informazione dei giornali e dei media in genere sarà felice che il Manifesto di ieri pubblicava questo articolo sulla petizione che DEVI aver già firmato se no DEVI firmare ora se no DOVRAI firmare enro 10 gg se vorrai continuare ad essermi amica/o ;)

www.nonviolence.cz

articolo_manifesto.jpg

Approvate le 50.000 firme di un Futuro senza atomiche

futuro_senza_atomiche.jpg

Campagna “Un futuro senza atomiche”
La Camera dei Deputati CONFERMA!
Sono state presentate oltre 50.000 firme valide

Carissime e carissimi,

I funzionari dell’Ufficio testi normativi della Camera dei Deputati hanno terminato la verifica delle firme presentate dalla Campagna “Un futuro senza atomiche”. Non le hanno contate tutte: arrivati alla soglia minima richiesta per legge - 50.000 - si sono fermati.

Ci hanno fatto i complimenti! “Era tutto così ben organizzato, che il conteggio è stato facile”.

Alla nostra proposta di legge è stato attribuito il numero 3440 della 15ma Legislatura. Ma la notizia della verifica positiva delle firme è freschissima e, ancora, sul sito della Camera risulta essere “in attesa di annuncio”. Da domani (5 aprile) dovrebbe esserci l’annuncio definitivo.

Come abbiamo già scritto, al momento in cui verrà presentata in aula, alla prima seduta utile della nuova Legislatura, riceverà un nuovo numero.

Rinnoviamo a tutte e tutti i complimenti, i ringraziamenti, ecc. E anche l’invito a continuare con il coinvolgimento di Enti Locali. Inoltre, ai ritardatari che hanno raccolto firme ma non le hanno inviate in tempo utile perché fossero presentate alla Camera dei Deputati, ribadiamo l’invito a spedircele ugualmente.

Un saluto di pace,
per la Segreteria nazionale
www.unfuturosenzatomiche.org

Consegnate al Parlamento italiano le firme della Campagna “Un futuro senza atomiche”

unfuturosenzatomiche.jpge finalmente un’altra bella notizia: chi mi ha seguito e/o ha seguito le attività degli Umanisti l’anno scorso. sa quanta energia abbiamo messo nella campagna per il Disarmo Nucleare (sia a livello europeo che italiano).
quanti banchini abbiamo fatto per raccogliere le firme?
bene. pochi giorni sono state consegnate a Roma le oltre 60.000 firme.
un piccolo segnale, no? ora tutti a firmare (qui è più facile per ora è solo online) la petizione per bloccare la costruzione della base radar in Repubblica Ceca (dobbiamo raggiungere le 500.000 entro 20 giorni!
vai qui: www.nonviolence.cz (vedi video)

COMUNICATO STAMPA
Incontro alla Camera con il Presidente Bertinotti

Sono oltre 67.000 le firme di elettori ed elettrici italiani che il 27 marzo, alle ore 15, saranno consegnate al Presidente della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti.
Decine di migliaia di cittadini hanno sottoscritto la proposta di legge d’iniziativa popolare per far dichiarare l’Italia “Paese Libero da Armi Nucleari”, rientrare nella legalità sancita dal Trattato di Non Proliferazione nucleare e far smantellare le 90 testate atomiche nelle basi di Ghedi e Aviano. La campagna “Un futuro senza atomiche” è stata promossa da 53 associazioni, reti e media italiani. La raccolta delle firme è stata fatta su moduli vidimati da Comuni e Tribunali; l’identità di ogni sottoscrittore è stata autenticata da pubblici ufficiali; infine, il Comune di residenza di ogni firmatario ne ha certificato la presenza nelle liste elettorali, allegando il numero di iscrizione. Per portare avanti questo lavoro, nei sei mesi stabiliti dalla normativa di legge (da ottobre a marzo), si sono costituiti oltre 90 Comitati locali.

Sono state raccolte firme di cittadini in tutte le Regioni italiane e in 66 Province. Tre Regioni hanno fatto la parte del leone: Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna che, insieme, consegnano alla Camera dei Deputati oltre la metà di tutte le firme, circa 41.000. Il dato si spiega con motivi diversi: nel Veneto le associazioni e il mondo cattolico sono da molto tempo attivi per il disarmo, e impegnati contro la costruzione della base Dal Molin a Vicenza. Nella sola Provincia di Vicenza sono stati oltre 6250 i sottoscrittori: la città berica è stata la più virtuosa in Veneto, preceduta a livello nazionale solo da Brescia. Da quest’ultima provincia arrivano quasi la metà di quelle lombarde: nel suo territorio si trova una delle due basi militari (l’aeroporto dell’Aeronautica Militare Italiana di Ghedi) che ospitano le armi nucleari di cui questa proposta di legge chiede lo smantellamento. La Regione Emilia Romagna è guidata dalla sorprendente raccolta di firme avvenuta a Reggio Emilia, dove tradizionalmente associazionismo laico e gruppi cattolici di base si impegnano a promuovere una cultura di pace.

Gli scatoloni contenenti le firme certificate saranno accompagnati dagli elenchi delle adesioni alla Campagna provenienti da Parlamentari (una trentina) ed Enti Locali. I Parlamentari si impegnano così a portare avanti nelle Commissioni e in Aula il dibattito sull’approvazione della proposta di legge. Mentre circa 200 tra Comuni e Province hanno dimostrato, approvando in Consiglio mozioni di sostegno alla Campagna, di ben rappresentare la volontà di pace dei propri cittadini. Ricordiamo che i primi due firmatari della proposta di legge d’iniziativa popolare, in una cerimonia avvenuta a Ghedi (BS) il 30 settembre, furono proprio i due sindaci di Aviano e Ghedi.

30 settembre 2007 INIZIO DELLA RACCOLTA FIRME
27 marzo 2008 CONSEGNA DELLE FIRME ALLA CAMERA DEI DEPUTATI
Oltre 67.000 il numero di firme raccolte IN TUTTE LE REGIONI ITALIANE

VENETO: 17.000
LOMBARDIA: 15.500
EMILIA ROMAGNA: 8.500

PROVINCIA DI BRESCIA: 6500
PROVINCIA DI VICENZA: 6250
PROVINCIA DI PADOVA: 5500
PROVINCIA DI MILANO: 4700
PROVINCIA DI REGGIO EMILIA: 4000

www.pressenza.org

IMPORTANTE: petizione no alla base radar

NO BASE RADAR

scusatemi, vorrei risollecitare questa petizione, e chiedere di diffondere il più possibile invitando amici e associazioni amiche a firmarla e farla firmare. mancano pochi giorni e siamo a neanche 10.000 firme e soprattutto nessuno ne parla e pochi lo sanno!
nonostante ci sia l’appoggio ufficiale di Noam Chomsky, di Gorbachev, di Cecio :o .. insomma cosa si deve fare di più!?!?

NOTA: ce l’abbiamo fatta a raccogliere le 50.000 firme necessarie alla proposta di legge per togliere le 90 bombe atomiche dall’Italia!!!

C’è pochissimo tempo per firmare questa petizione essenziale per fermare l’installazione del Radar Militare che verrà installato in Repubblica Ceca e che sarà un passo in più per armare l’Europa e complicare le relazioni diplomatiche nel nostro continente. Oltre allo scempio ambientale che dovranno subire le popolazioni residenti nei paraggi di questo insediamento.
Il Parlamento ceco voterà in aprile e l’obiettivo, come sempre è super-ambizioso: 1.000.000 di firme.
Vale la pena provarci! Firmiamo e diffondiamo il più possibile.

ci vuole un minuto: www.nonviolence.cz

se pensi che non la cosa non ti interessa… per piacere guarda questo video:

PETIZIONE ON LINE CONTRO L’ISTALLAZIONE DELLA BASE RADAR DEGLI STATI UNITI IN REPUBBLICA CECA

C’è pochissimo tempo per firmare questa petizione essenziale per fermare l’installazione del Radar Militare che verrà installato in Repubblica Ceca e che sarà un passo in più per armare l’Europa e complicare le relazioni diplomatiche nel nostro continente. Oltre allo scempio ambientale che dovranno subire le popolazioni residenti nei paraggi di questo insediamento.
Il Parlamento ceco voterà in aprile e l’obiettivo, come sempre è super-ambizioso: 500.000 di firme.
Vale la pena provarci! Firmiamo e diffondiamo il più possibile.

ci vuole un minuto: www.nonviolence.cz

se pensi che non la cosa non ti interessa… per piacere guarda questo video:

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Caro amico,

in aprile il Parlamento della Repubblica Ceca dovrà esprimersi sulla costruzione di una base militare degli Stati Uniti ed è probabile che voterà a favore della sua installazione, nonostante il 70% della popolazione sia contrario.
Vista l’urgenza della situazione, abbiamo lanciato una petizione on-line per fare pressione sul Parlamento e chiedere che la questione sia risolta con un referendum.

Il progetto degli Stati Uniti NMD – sistema missilistico nazionale, è un progetto molto complesso che prevede la produzione di nuove armi e l’installazione di basi militari americane in diversi punti del pianeta. In particolare in Europa il primo passo è l’installazione di un radar in Repubblica Ceca e di una base con missili intercettori in Polonia.
Questo piano ha diviso l’Europa, che al momento attuale non è in grado di dare una risposta unitaria, coerente e nonviolenta alla politica aggressiva degli Stati Uniti. Le reazioni della Russia e della Cina hanno creato un’atmosfera da “guerra fredda”. Aumentano le tensioni internazionali, è ripresa una folle corsa agli armamenti (convenzionali e nucleari) e soprattutto si pongono le basi per la militarizzazione ed il controllo dello spazio.

La maggioranza dei cechi non vuole basi militari straniere sul proprio territorio. La maggioranza dei cechi vuole decidere su questi problemi tramite un referendum, strumento fondamentale di qualsiasi democrazia.

Ti chiediamo di appoggiare la nostra protesta nonviolenta. Questo piano non riguarda solo noi cechi ma tutta l’Europa e tutto il mondo.
Firma la nostra petizione online e diffondila tra i tuoi amici.
Inviaci i tuoi messaggi di sostegno.

Aiutaci a raccogliere un milione di firme!

Jan Tamáš
Movimento nonviolento contro le basi in Repubblica Ceca

Dana feminová
Europa per la pace

www.nonviolence.cz